Edison Efficienza Energetica

Cos’è e a cosa serve lo Smart Readiness Indicator (SRI)

Introdotto a livello europeo un sistema comune per determinare la predisposizione degli edifici alla “smartness”, la capacità di migliorare l’efficienza energetica e le performance

Il 19 giugno 2018 è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea la Direttiva (UE) 2018/844 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 30 maggio 2018, che ha modificato le direttive 2010/31/UE, riguardante la prestazione energetica nell’edilizia, e 2012/27/UE, inerente l’efficienza energetica. La norma introduce, attraverso un atto delegato da emanarsi entro il 31 dicembre 2018, un sistema comune facoltativo per gli Stati membri per determinare la predisposizione degli edifici alla “smartness”, cioè la capacità di migliorare l’efficienza energetica e le prestazioni complessive. Questo sistema di assessment si fonda su un indicatore, lo Smart Readiness Indicator (SRI) e su una metodologia specifica per calcolarlo. 
La nuova Direttiva stabilisce inoltre che, entro il 31 dicembre 2019, la Commissione specifichi le modalità tecniche per l’attuazione efficace delle procedure di stima dell’SRI, compreso un calendario per una fase di prova non vincolante a livello nazionale, chiarendo, inoltre, la complementarità del sistema con gli attestati di prestazione energetica dei fabbricati.

Tutti i servizi “smart ready”

abitazioni smart ready

Allo scopo di sviluppare la metodologia di calcolo dell’SRI, la Commissione Europea ha commissionato a febbraio 2017 una consulenza tecnica a un consorzio di ricerca con competenze nel campo dell’ICT, della fisica dell’edificio, della valutazione economica e ambientale e dell’analisi di mercato. L’attività tecnica ha già prodotto un catalogo costituito da 112 servizi “smart ready”, suddivisi in 11 ambiti o domìni che possono essere presenti in un edificio: riscaldamento, raffrescamento, ventilazione controllata, demand side management (DSM), acqua calda sanitaria, involucro dinamico dell’edificio, ricarica di veicoli elettrici, generazione di energia, monitoraggio e controllo e un undicesimo gruppo comprendente servizi di diversa natura.
La procedura valutativa sviluppata dal consorzio, in collaborazione con tutti i portatori di interesse, segue un semplice processo di checklist diretto, chiaro e immediatamente implementabile. Il certificatore, soggetto responsabile di valutare il grado di smartness di un immobile, deve verificare quali servizi “smart ready” siano presenti nel fabbricato oggetto d’esame e il loro livello di funzionalità. Ogni servizio è definito all’interno della checklist in modo tecnologicamente neutrale (es: controllo dell’umidità, gestione del setpoint di riscaldamento e raffrescamento, ecc.) e può presentare diversi gradi di “intelligenza” a cui sono associati differenti livelli di funzionalità, “functionality level” (es: controllo manuale on/off dell’illuminazione, controllo demand based, sistema di ventilazione assente o assenza di sistema automatico di controllo, ecc.).

Otto categorie per la smartness

Un elevato valore di funzionalità è in grado di garantire dei benefici maggiori agli utilizzatori dell’edificio o alla rete connessa ad esso. Nell’ambito della metodologia proposta, l’impatto dei servizi smart viene determinato con riferimento a 8 domini: il risparmio energetico, la flessibilità nell’interazione con la rete, la generazione distribuita, il comfort degli utenti, la convenienza economica, la salute e il benessere per l’utilizzatore, la manutenzione preventiva e predittiva e l’informazione degli occupanti degli ambienti. Il punteggio finale, indicativo del grado di “smartness” raggiunto, si basa, quindi, sul calcolo della media dei valori associati alle 8 categorie di impatto. La novità introdotta dalla normativa europea con lo SRI rappresenterebbe uno stimolo all’integrazione di soluzioni all’avanguardia basate sull’ICT e a servizio della gestione di tutte le funzioni connesse con l’utilizzo degli edifici, con l’obiettivo di realizzare immobili più confortevoli e che “dialogano” con il mondo esterno, un miglioramento continuo delle performance e una ottimizzazione delle risorse energetiche. L’integrazione di impianti e di sistemi di generazione distribuita che sfruttano le fonti energetiche rinnovabili, con importanti risparmi economici nella conduzione degli edifici da parte degli utenti, troverebbe così il suo giusto completamento nell’ambito di un sistema che razionalizza le funzionalità dell’edificio.

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