youtube instagram envelop mail4 google-plus google facebook twitter linkedin printer

Edison Efficienza Energetica

Energia, ospedali, efficienza

ENERGIA, OSPEDALI, EFFICIENZA

La riqualificazione di Edison dell’ospedale di Vizzolo Predabissi e delle strutture del’ASST Melegnano-Martesana

Il parcheggio è pieno, davanti all’ospedale. Si legge a caratteri grandi e rossi Pronto soccorso, vicino all’entrata c’è un’ala nuova, più recente. Si vede perché è come incollata ai vecchi edifici di un tempo. Un’autoambulanza, qualche persona che entra esce alla spicciolata con la mascherina. Sul lato sinistro, guardando l’entrata, un filare di alti alberi ci porta verso una via che sbuca sul retro della struttura. Una sbarra che si alza e un furgone bianco esce con la scritta Edison sul fianco. Una giornata di sole.
Siamo a Vizzolo Predabissi in una delle strutture di un comprensorio vasto, dove sono in corso diversi interventi di riqualificazione ed efficientamento energetico. Qui l’Asst Melegnano-Martesana sta mettendo mano a tutte le strutture del territorio, per efficientare e risparmiare, energia e costi. Varchiamo un cancello, la strada prosegue con a sinistra degli uffici prefabbricati e a destra un cancello con le insegne arancioni dei lavori in corso. Fra poco ci entreremo accompagnati da Alessandro Leporino, Contract Manager di Edison.

Superato il cancello che porta al vano caldaie, sulla destra, c’è una porta: è la control room in cui tutto si governa. Computer, schermi, scrivanie e la squadra di Leporino al completo. Quattro chiacchiere, il tempo di preparare gli strumenti per video, foto e registrazione e poi iniziamo ad addentrarci nella storia di questa operazione di efficientamento, mentre aspettiamo il Rup della Asst Carlo Cerati, che ci raggiunge dopo pochi minuti.

 
 
 
 

La sfida: efficienza e risparmio

Quello del comprensorio Melegnano-Martesana è un territorio vasto: gli ospedali sono datati, risalgono agli Anni ’60 e da allora hanno subito poche riqualificazioni. Sono gli impianti del calore, in particolare, a segnare il tempo. Si rompono spesso, sono energivori. «La nostra necessità era ed è quella di un efficientamento del sistema di riscaldamento e climatizzazione – spiega Carlo Cerati -, per avere edifici e impianti meno energivori. Stiamo provando a investire sull’involucro e anche sul sistema impianto». Per funzionare, un ospedale si basa su una complessa rete di impianti che poi servono le diverse destinazioni sanitarie. Tutta la macchina deve girare bene e assicurare parametri ambientali che permettono di lavorare alle sale operatorie, nella produzione di acqua addolcita per i macchinari, o banalmente per i parametri di temperatura e umidità e calore».

L’intervista a Cerati la giriamo nel complesso che ospita la centrale termica. Agostino Leporino, Contract Manager di Edison, concorda con il committente: lavorare con Edison, ci spiegherà fra un attimo, ha anche significato passare da tanti fornitori a uno solo, con un risparmio di tempo, ma soprattutto di passaggi intermedi e quindi con maggior efficienza e operatività.

Studio, progettazione, installazione

Agostino Leporino ha due occhi chiari e intensi, la figura è snella; ha la parlata svelta e una voce tonante, un uomo pragmatico che guarda gli interventi in opera quasi con affetto. «Gli interventi che abbiamo affrontato qui sono frutto di un lungo periodo di studio, lungo e condiviso», ci racconta. Gli interventi hanno riguardato tutti gli ospedali del comprensorio. Leporino conosce gli impianti dal 1996, da quando la struttura si chiamava ospedale Circolo della Martesana: una ricchezza di informazioni che ha permesso, al momento di progettare il cambiamento, di conoscere con precisione la mappa degli interventi necessari. «Abbiamo affrontato questa serie di modifiche – dice – per ridurre a zero i disservizi e per il risparmio energetico, che va di pari passo con le emissioni inquinanti. Prendiamo l’esempio dell’acqua calda sanitaria: una volta c’erano 27mila litri di stoccaggio d’acqua, mentre oggi ne abbiamo 3mila litri, che produciamo in maniera istantanea. Immaginatevi il risparmio, rispetto al riscaldamento della massa di acqua che c’era prima, oltre al fatto che si elimina anche ogni rischio da batteri, come quello della legionella».
Con il nuovo impianto Vizzolo Predabissi è all’avanguardia: sono stati installati tutti i macchinari di fattura più innovativa. Tecnologia e innovazione hanno restituito risparmio ed efficienza anche nella gestione delle risorse. Chi passava ore a monitorare i livelli di calore e pressione dell’acqua per le sale operatorie a Melegnano, per esempio, ora può farlo in maniera automatica.

Centrale termica, cogenerazione e trigenerazione

Siamo nel cuore dell’ospedale. Da qui parte il calore, il raffreddamento, l’energia e l’acqua calda sanitaria. Tutti elementi indispensabili per le attività mediche. Dentro i locali della centrale ci sono operai al lavoro. Stanno ricoprendo con fogli di alluminio i tubi, in cima a una scala, per evitare dispersione termica. Ci sono tre generatori di calore e i serbatoi dell’acqua calda sanitaria, che funziona attraverso scambiatori a piastra: il flusso è incrociato; entra acqua a una temperatura ed esce più calda, una volta raggiunta a una temperatura prestabilita.
Le lastre sono ad alveare, sono quelle dello scambio termico.
Fuori dalla centrale, proprio di fronte fatti venti passi, c’è un cantiere in corso di realizzazione. Alcune solette e basamenti sono già pronti, per ospitare l’impianto di trigenerazione, che permetterà di ottimizzare le attività di produzione, distribuzione ed utilizzo dell’energia, diminuendo la dispersione termica: grazie ad un assorbitore sarà, infatti, possibile utilizzare l’energia prodotta anche per il raffrescamento in estate.

Control Room e Lockdown

Torniamo nella stanza della Control Room. I monitor mostrano le potenzialità di questa stanza, che permetterà di monitorare consumi, parametri ambientali, funzionamento degli impianti, con tempestività e precisione.

Infine, la pandemia. Il racconto è quello che abbiamo sentito da molti Contract manager di Edison durante il primo Lockdown: ospedali e pronto soccorso presi d’assalto, necessità di intervenire a supporto delle strutture, con stress e impegno per le squadre tecniche e tanto tempo, e umanità, nel gestire il tutto. La tristezza di vedere malati che dovevano affrontare da soli le ultime ore, i parenti tenuti a distanza e un fitto scambio con i propri collaboratori. «Mi trovavo a dover fare quasi da psicologo per i miei ragazzi», dice Agostino Leporino prima di congedarci.
Le realtà ospedaliere hanno retto bene, dice anche Carlo Cerati. «Sia noi, come personale tecnico, sia il personale tecnico di Edison e manutentori abbiamo dimostrato una grande abnegazione e un bel coraggio».
È il momento della foto di gruppo, perché nelle ore che abbiamo passato insieme si capisce che alla base del lavoro c’è una capacità di risposta comune. Giorgio Gambirasio, Contract Coordinator, Marco Schiariti e Davide Sinatora sono nella prima linea di azione, insieme a tutta la squadra. Adesso sono schierati di fronte a un furgoncino di Edison, per lo scatto. Poi ci salutiamo senza strette di mano, e un passo dopo si sentono discorsi già rivolti alla quotidianità da affrontare. Come ogni giorno.

Ascolta il podcast