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Edison Efficienza Energetica

BIM, una nuova tappa nella digitalizzazione della Pubblica Amministrazione

30 Marzo 2020

 

Come abbiamo già affrontato parlando delle scuole e degli ospedali, la pubblica amministrazione in Italia è uno dei più grandi consumatori di energia.

Questo consumo è direttamente connesso al numero di immobili e di attività che la pubblica amministrazione svolge ogni giorno. Secondo le elaborazioni della Consip, il bilancio delle PA ha una parte significativa di costi energetici, e nello svolgimento del suo ruolo istituzionale deve perseguire l’obiettivo della massima efficienza, al fine di rappresentare un esempio virtuoso.

 

Con questo obiettivo, un valido strumento introdotto dalla recente normativa è rappresentato dal BIM, un modello per ottimizzare, tramite la sua integrazione con metodi e strumenti elettronici, la progettazione, realizzazione e gestione di costruzioni in ambito di edilizia e infrastrutture pubbliche, orientandole verso soluzioni innovative ed efficienti.

 

Gli ultimi dati raccolti nel 2018 parlano di una spesa energetica annua di circa 8,9 miliardi di €, ripartita nelle diverse attività e funzioni della pubblica amministrazione, compresi i consumi energetici di circa 2,5 milioni di beni immobili dichiarati.

 

Spesa annua in commodities della Pubblica Amministrazione

 

spesa-annua-servizi-pubblica-amministrazione

 

Una delle difficoltà d’azione riguarda proprio l’enorme diversità delle funzioni e delle strutture della PA, tanto che risulta anche arduo censire gli immobili posseduti dal demanio pubblico. Il Ministero dell’Economia e Finanze ha iniziato a raccogliere i dati dal 2011, scontrandosi con un tasso di risposta del censimento immobili da parte delle amministrazioni pubbliche non in linea alle aspettative.

 

I dati del censimento sono stati presentati nell’ultimo Rapporto Immobili disponibile, con un tasso di risposta all’indagine del 79%, contro il 69% dello scorso. Si tratta di circa 2,5 milioni di beni immobili dichiarati, tra fabbricati e terreni, diviso in circa 11mila amministrazioni pubbliche, centrali e locali, per un valore patrimoniale di 284 miliardi di €. La stragrande maggioranza del patrimonio censito è utilizzato (93% dei fabbricati e 75% dei terreni), ed è detenuto principalmente dalle amministrazioni locali (73% delle unità immobiliari censite e 97% dei terreni).

 

Fabbricati per tipologia di amministrazione proprietaria

 

(La definizione di amministrazioni locali non S13 è reperibile nel d.lg. N. 165 del 30 marzo 2001: sono l’ACI [Automobile Club d’Italia], le ASP [Aziende di Servizi alla Persona, già IPAB – Istituti di Pubblica Assistenza e Beneficenza] e gli IACP [Istituti Autonomi Case Popolari]).

 

Secondo il rapporto del Ministero dell’Economia e delle Finanze “i dati evidenziano differenze significative nella composizione dei portafogli immobiliari delle diverse tipologie di amministrazioni.” Il rapporto prosegue specificando i caratteri specifici del patrimonio immobiliare della pubblica amministrazione italiana:

 

Come già evidenziato nelle precedenti rilevazioni, comuni, aziende, enti e istituti territoriali per l’edilizia residenziale ed Enti nazionali di previdenza e assistenza sociale pubblici sono proprietari di portafogli immobiliari molto consistenti in termini numerici, ma composti per lo più da beni con basse superfici, come abitazioni e relative pertinenze. Al contrario, lo Stato, le regioni, le province, gli enti locali del servizio sanitario detengono portafogli meno consistenti dal punto di vista numerico, ma più rilevanti se si considera la superficie media dei singoli beni (palazzi storici, uffici strutturati, ospedali, carceri…).

Con un patrimonio edilizio così numeroso e variegato, in tandem con consumi energetici di rilievo, è inevitabile riflettere bene su tutte le possibilità di efficientamento disponibili sul mercato.

 

Il BIM (Building Information Modeling) non è solamente lo strumento con cui realizzare edifici ‘Carbon Zero’, ovvero che non producano emissioni nocive per l’essere umano e l’ambiente e sicuri (antisismici), ma è anche un mezzo importante per la riqualificazione del patrimonio edilizio.

Il Building Information Modeling è alla base dell’offerta di Edison per la progettazione e la riqualificazione di edifici. Il BIM, grazie alla realizzazione di modelli digitali degli edifici e alla simulazione delle loro prestazioni energetiche, permette di pianificare costi fissi di manutenzione e di gestione inferiori a quelli di edifici costruiti con metodi tradizionali. Inoltre, un edificio progettato e costruito in BIM, è in grado di offrire una migliore vivibilità e un’integrazione sostenibile con il territorio circostante.

 

Decreto BIM pubblica amministrazione

 

Per queste ragioni vantaggiose è stato emanato il decreto BIM (DM 560/2017), che prevede l’obbligatorietà dei metodi e degli strumenti elettronici specifici, quali quelli di modellazione per l’edilizia e le infrastrutture, nelle fasi di progettazione, costruzione e gestione delle opere pubbliche e relative verifiche. Siamo ormai giunti alla seconda tappa della progressiva adozione del BIM negli appalti, che dal 1 gennaio 2019 era già obbligatorio per gare di importo pari o superiore a cento milioni di €, fino ad arrivare nel 2025 all’obbligo di utilizzo per tutti i lavori di importo inferiore al milione di €.

 

Articolo a cura di DataTalk per Edison Servizi Energetici e Ambientali


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