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Aumento dei prezzi per gas ed elettricità: l’impatto del Caro Energia e le soluzioni adottate

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Scopri di più riguardo al tema Caro Energia: gli effetti dell’aumento dei prezzi per gas ed elettricità oltre alle soluzioni adottate per alleviare l’impatto dell’innalzamento dei costi.

Se nel 2020, anno caratterizzato dal fenomeno pandemico COVID-19, l’economia globale ha ricevuto una forte battuta di arresto, con la maggior parte dei settori che hanno registrato forti contrazioni, il 2021 è invece stato l’anno del rimbalzo. A partire dall’inizio del 2021 abbiamo infatti assistito ad una ripresa sostenuta su quasi tutti i mercati mondiali: la stessa Italia dovrebbe raggiungere un incremento del 6,2% del PIL, superiore alla previsione di inizio anno che ipotizzava una crescita nell’intorno del 5%. Molte delle attività industriali hanno recuperato, tenendo un ritmo di produzione sostenutissimo, che auspicabilmente colmerà parte del gap creato dallo shock del 2020.

Questo “rimbalzo” economico ha creato un notevole stress sul mercato globale delle materie prime: tra esse spicca il gas naturale, che ha dovuto fronteggiare un fortissimo incremento della domanda, specialmente sui mercati asiatici. In una sorta di tempesta perfetta, in cui all’aumento della domanda hanno corrisposto colli di bottiglia nell’offerta, i prezzi del gas sono arrivati a superare i 100 €/MWh, di oltre 15 volte superiori rispetto ai valori registrati a metà 2020. Considerato il mix di produzione elettrico italiano, che ancora vede un rilevante ruolo del gas come tecnologia marginale, l’aumento del prezzo gas si è inevitabilmente riflesso sui prezzi elettrici, con il PUN che ha raggiunto valori del tutto inediti, superando di frequente la soglia dei 300 €/MWh e scaricandosi fatalmente sui consumatori finali, specialmente su chi aveva scelto forniture a prezzo variabile o era rimasto in Maggior Tutela.

Produzione Elettrica

Set di misure attuate per il Caro Energia

Ça va sans dire, nel giro di poche settimane il tema caro energia è diventato dominante nel dibattito pubblico e la pressione sulle spalle del Governo fortissima: al fine di alleviare il carico sui consumatori, è stato previsto un set di misure per contenere il peso dell’aumento dei prezzi all’ingrosso sui cittadini.

In assenza di possibilità di intervenire sul valore della commodity, la leva utilizzata a più riprese è stata quella di una riduzione degli oneri di sistema finanziata con il bilancio dello Stato e in parte grazie ai proventi delle aste CO2.

Dapprima (nel mese di marzo, con il DL Sostegni) sono stati stanziati 1,2 miliardi di euro: in fase attuativa, l’Autorità, con delibera 124/2021/R/com, ha ridotto significativamente le componenti Asos e Arim, che hanno una fortissima incidenza sul valore complessivo della bolletta, fino al 30 giugno 2021. In aggiunta, e sempre all’interno dello stesso provvedimento, ARERA ha ritenuto di potenziare il bonus sociale elettrico per le famiglie in difficoltà (previsto in forte aumento in vista delle nuove modalità di erogazione del bonus stesso – da luglio è infatti attiva una misura che consente di usufruire del bonus sconto di elettricità e gas senza presentare domanda).

L’attuazione di queste disposizioni e la loro proroga fino al 31 luglio 2021 con Delibera 279/2021/R/eel ha consentito complessivamente di contenere il caro prezzi, che si sarebbe riflesso con un incremento del +20% sulla bolletta elettrica, limitandolo ad un aumento del +9,9%, rispetto al trimestre precedente.

Il perdurare della situazione di prezzi estremi sui mercati ha costretto il Governo a un secondo intervento (Decreto Bollette del 27 settembre 2021), con cui sono stati stanziati 2 ulteriori miliardi per il contenimento delle bollette elettriche (di essi, 700 milioni provenienti dalle aste CO2), oltre a circa 500 milioni per la riduzione delle bollette gas. In fase attuativa, ARERA con delibera 396/2021/R/com, ha pertanto disposto la riduzione e l’annullamento, rispettivamente per i clienti elettrici e per i clienti in bassa tensione, degli oneri generali di sistema per il IV trimestre 2021. ln maggior dettaglio, tutte le utenze domestiche e non domestiche in bassa tensione con potenza disponibile pari a 16,5 kW hanno viste azzerate le componenti Asos e Arim, che pesano circa il 20-30% sulla bolletta (22% nel IV trimestre 2020) – per tutte le altre utenze elettriche gli OGS sono stati invece parzialmente ridotti. Il 9 dicembre è stato approvato dal Consiglio dei Ministri il decreto-legge per le misure urgenti finanziarie e fiscali, che prevede per il 2021 lo stanziamento aggiuntivo di circa 1 miliardo di euro che probabilmente sarà indirizzato al caro bolletta; tuttavia il Governo non ha ancora indicato la destinazione e modalità di erogazione del fondo.

In aggiunta, per i mesi di ottobre, novembre e dicembre 2021 è attiva un’ulteriore misura atta a contenere gli effetti dell’aumento dei prezzi del gas naturale: l’IVA, oggi tra il 10 e il 20%, è stata abbassata al 5% per contenere ulteriormente l’impennata della bolletta del gas.

Nella memoria 486/2021/I/com dell’Autorità del 9 novembre 2021, in merito all’andamento dei prezzi dell’energia elettrica e del gas naturale, ARERA ha peraltro presentato alcune proposte aggiuntive per il contenimento dei prezzi nel lungo termine. La principale di esse riguarda il trasferimento definitivo di una porzione degli oneri generali di sistema (anche connessi all’incentivazione delle fonti rinnovabili, mediante un meccanismo che richiama la struttura dei contratti per differenze) all’interno della fiscalità generale: ipotesi che tuttavia comporterebbe un significativo impatto per il mondo dell’efficienza e dell’autoconsumo, che vedrebbero dissolversi una parte della loro remunerazione implicita. Inoltre, si propone la stabilizzazione della destinazione del gettito delle aste CO2 alla riduzione degli oneri generali di sistema.

È comunque chiaro che i rimedi che potrà porre lo Stato non saranno infiniti – peraltro alcune di essi rischiano di impattare collateralmente anche su altri segmenti, come appunto efficienza e autoconsumo.

Auspicabilmente la situazione dei prezzi gas troverà presto un suo equilibrio, riducendo il livello di allerta. Nel frattempo, sarà fondamentale riflettere su cosa ha portato a questa situazione (quasi unicamente l’aumento del gas) e ragionare su come proteggersi dal ripetersi di eventi simili: strutturando un piano a lungo termine, come quello suggerito dal Toolbox della Commissione Europea, che preveda un forte incremento della quota di FER (possibilmente in accoppiata con soluzioni di accumulo elettrochimico) si andrà ad incrementare l’indipendenza energetica del paese che risulterà quindi meno sensibile alle variazioni di prezzo delle commodity energetiche.