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Edison Efficienza Energetica

DL Crescita: nuova linfa per l’efficienza energetica

20 Settembre 2019

Fin dai suoi albori, il settore dell’efficienza energetica in Italia è stato oggetto di numerosi interventi normativi frutto di in un processo di perenne revisione e adeguamento degli strumenti di supporto, certificati bianchi e detrazioni fiscali in primis. L’ultima novità riguarda la conversione in legge, a fine giugno, dell’ormai noto DL Crescita, che introduce alcune norme volte a rinvigorire gli investimenti nel settore dell’efficienza energetica.

Il testo originario – che avevamo già analizzato nell’articolo sulla decarbonizzazione – è stato oggetto di numerosi emendamenti mirati da un lato ad estendere alcuni benefici a nuove categorie di interventi, dall’altro a migliorare alcune disposizioni che, nella loro formulazione iniziale, avevano destato preoccupazioni ad alcuni addetti del settore. Ma andiamo per ordine.

Una delle principali innovazioni introdotte dal DL riguardava la possibilità, per i soggetti che accedono ai meccanismi dell’Ecobonus e del Sismabonus (riduzione IRPEF/IRES sulle spese sostenute per gli interventi di efficienza energetica e riduzione del rischio sismico) di usufruire di uno sconto sulla spesa dei lavori di pari ammontare rispetto all’agevolazione fiscale: in questo caso, la società che ha effettuato gli interventi sarà rimborsata del valore scontato al cliente, sotto forma di credito d’imposta da utilizzare esclusivamente in compensazione, in cinque quote annuali di pari importo. Grazie ad un emendamento, questo sconto è stato esteso anche agli interventi relativi alle ristrutturazioni edilizie, che contempla anche gli impianti fotovoltaici domestici. Questa modifica, dunque, dovrebbe rafforzare ulteriormente il mercato dei piccoli impianti fotovoltaici e, più in generale, quello della generazione distribuita, che dovrà necessariamente giocare un importante ruolo per il raggiungimento degli obiettivi europei al 2030.

L’opportunità per le imprese di assorbire lo sconto dedicato al cliente finale tramite credito d’imposta aveva tuttavia sollevato non poche perplessità da parte di alcune ESCo (in particolare PMI), in quanto caratterizzate da una capacità contributiva non sufficiente a compensare tale sconto per tutti gli interventi realizzati nell’anno. Un emendamento ad hoc, venendo incontro a questa esigenza, ha quindi introdotto la possibilità per la società che effettua i lavori di cedere il credito d’imposta maturato ai propri fornitori, eliminando dunque il vincolo legato alla capacità contributiva della singola impresa. Questa modifica allarga la platea di soggetti che possono diventare titolari del credito fiscale, promuovendo la riqualificazione energetica degli edifici ad opera sia di grandi che di piccoli player di mercato. Ad ogni modo, a testimoniare la convinzione del governo a sostenere la promozione dell’efficienza energetica negli immobili, anche le modalità applicative dell’Agenzia delle Entrate sono state emesse nei tempi previsti dalla legge.

 

DL Crescita 2019 per favorire gli investimenti in efficienza energetica

 

Altra interessante novità riguarda i criteri per accedere alle detrazioni fiscali del Sismabonus; il supporto è stato infatti esteso alle spese sostenute per l’acquisto di edifici oggetto di demolizione e ricostruzione compresi all’interno delle zone a rischio sismico 2 e 3 (in origine era confinato alla sola zona 1 – aree ad elevata sismicità): il numero di comuni potenzialmente oggetto del beneficio fiscale passa dunque da 700 a 4.918, bacino decisamente più ampio rispetto al precedente.

Ma gli stimoli agli interventi di efficienza energetica fornita dal Decreto non si esauriscono qui.

Tra le righe del testo approvato fa capolino una vecchia conoscenza del settore: il così detto “Superammortamento”. Viene infatti reintrodotta l’opportunità per soggetti titolari di reddito d’impresa e per esercenti arti e professioni che effettuano investimenti in beni materiali strumentali nuovi la possibilità di maggiorare la quota di ammortamento ai fini fiscali del 30% per tutti gli investimenti fino a 2,5 milioni di euro effettuati tra il 1° aprile 2019 e il 31 dicembre 2019 (oppure entro il 30 giugno 2020 a condizione che l’ordine risulti accettato dal venditore entro il 31 dicembre 2019 e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione).

Questo strumento, in chiave di efficienza energetica, potrebbe dunque fornire un nuovo impulso agli investimenti, grazie ai benefici fiscali ottenibili sia dai privati cittadini che dalle imprese.

Lo slancio del DL Crescita agli interventi di efficienza energetica non si limita al mero potenziamento delle misure di natura fiscale, ma coinvolge anche l’altro principale meccanismo di supporto: i Certificati Bianchi. A questo meccanismo, già oggetto lo scorso anno di interventi di modifica – ne avevamo parlato nell’ articolo sul Decreto Correttivo – è dedicato uno specifico emendamento che riguarda la quantità di certificati riconosciuti a chi effettua interventi di efficientamento energetico installando impianti per la produzione di energia termica da fonte rinnovabile (cioè solare, aerotermica, bio-liquidi sostenibili, biogas e alcune biomasse).

Fermo restando che l’ammissibilità dei progetti resta vincolata all’ottenimento di un risparmio energetico rispetto alla situazione originaria, la novità risiede nel fatto che il risparmio addizionale derivante da questa tipologia di interventi, e quindi il numero di certificati riconosciuti, verrà calcolato sulla base dell’energia non rinnovabile sostituita rispetto alla situazione ex ante (e non più sul risparmio conseguibile sui consumi finali).

In altri termini, nel caso di impiego di fonti rinnovabili negli interventi di efficientamento, sarà riconosciuto un numero di certificati bianchi pari all’ammontare di energia non rinnovabile sostituita (maggiore rispetto a quanto riconosciuto ad oggi).

In conclusione, il lungo e travagliato processo di conversione in legge del DL crescita ha portato all’introduzione di una serie di strumenti volti da un lato a far ripartire gli investimenti in efficienza energetica nel nostro Paese, dall’altro a restituire un quadro normativo omogeneo agli operatori del settore nel tentativo di ristabilire un clima di fiducia: il processo di decarbonizzazione è solo agli inizi.

 

Articolo a cura di Elemens per Edison Energy Services Market



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