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Edison Efficienza Energetica

REbuild 2019: l’energia positiva dei quartieri

5 Luglio 2019

Tavola rotonda tra Paolo Quaini, Direttore Divisione Servizi Energetici e Ambientali di Edison, Wolfram Sparber, Direttore dell’istituto Energie Rinnovabili – EURAC Research e Roberto Nocerino, Project Manager del Comune di Milano.

Comunità energetiche locali, pianificazione territoriale, approccio integrato trasversale: questi alcuni dei temi portati all’attenzione da Edison in occasione di Rebuild 2019.

Cosa rende sostenibile una città nel lungo termine? La tecnologia è una leva fondamentale, ma la città del futuro è prima di tutto un approccio culturale, un nuovo modo di pensare lo sviluppo dei nostri contesti urbani e territoriali, un luogo virtuale in cui si incrociano volontà politica, collaborazione tra pubblico e privato, spinta normativa favorevole allo sviluppo di sistemi energetici autosufficienti, strumenti digitali di progettazione, pianificazione e rappresentazione del territorio.

Con una volontà politica e un pensiero strategico di lungo termine, il digitale aiuta a fare un salto di qualità fornendo strumenti di pianificazione territoriale per programmare in maniera consapevole l’evoluzione dei nostri contesti urbani ed extraurbani. Il Gruppo Edf affianca da tempo ormai, con questi strumenti, le grandi metropoli internazionali nella valutazione degli scenari di crescita e questi stessi tool sono a disposizione di Edison che li sta facendo propri per sperimentare la costruzione di “digital twins” delle nostre città.

REbuild 2019: Paolo Quaini, Wolfram Sparber e Roberto Nocerino

Ogni edificio può essere identificato nelle sue caratteristiche fondamentali e da questa fotografia si può poi costruire una scenarista evolutiva della città in base all’obiettivo finale che ci si prefigge, abbinando gli interventi che possono essere implementati e le tecnologie che possono essere adottate con gli investimenti da mettere in campo per simulare la fattibilità degli interventi in termini di costi/benefici e di impatti economici ambientali e sociali.

Accanto ad una programmazione strutturata ed intelligente è naturalmente necessario uno sforzo culturale e anche un impegno formativo. Un approccio trasversale alla rigenerazione urbana ad esempio è un must: intervenire su singoli segmenti – ad esempio, la sostituzione della caldaia – è un controsenso se non si considera l’intervento nel suo complesso, prioritizzando e dunque anticipando le attività “macro” che permettono poi alla specifica tecnologia o al singolo progetto di essere più performante e più economicamente sostenibile in un sistema complesso già efficientato.

La riflessione sulla rigenerazione urbana è poi inscindibile dalla valutazione di come la città produce e consuma la propria energia. L’indipendenza energetica dei territori, la energy community è oggi un oggetto astratto da costruire, un luogo che riporta ai cittadini e ai territori la libertà di poter pensare a come ottimizzare le risorse del proprio territorio e come utilizzarle a beneficio del contesto locale con impatti positivi su economia, ambiente e indotto. Anche qui occorre una volontà politica e scelte regolatorie coerenti con l’obiettivo finale affinché questa spinta positiva che viene dalla normativa europea non si richiuda su se stessa.



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