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Edison Efficienza Energetica

Educarsi a una scuola sostenibile

6 Marzo 2020

 

Il panorama italiano degli edifici scolastici e una sfida difficile, quella di promuovere efficienza energetica ed edilizia sostenibile. Un investimento che richiederà oltre 200 miliardi di investimenti pubblici.

 

Più sicure, più sostenibili. Le scuole italiane hanno bisogno di interventi, a volte anche urgenti. Gli istituti sparsi su territorio nazionale sono oltre 40 mila. E per lavorare su di essi servirebbero quasi 200 miliardi di investimenti pubblici. Lo scrive un report di Fondazione Agnelli (Report pdf) che analizza lo stato degli spazi, anche alla luce degli indici demografici che ci raccontano quanti alunni abiteranno le strutture. La prima considerazione che viene espressa nel rapporto citato è che il nostro patrimonio edilizio scolastico è vecchio: ci vogliono interventi urgenti che puntino sulla riqualificazione degli spazi , proprio perché il numero calante della popolazione scolastica ci dice che non ci sarà una richiesta di nuovi edifici.

 

Misurare l’inefficienza

«È una fotografia coerente – afferma Roberto Armani, libero professionista, esperto in efficienza energetica e comfort negli edifici, che collabora con il Politecnico di Milano per il gruppo eERG “end-use Efficiency Research Group” del Dipartimento di Energia e uno dei coordinatori scientifici del Master RIDEF. Gli edifici hanno bisogno di essere riqualificati: sono fortemente energivori e non garantiscono idonee qualità dell’aria e salubrità degli ambienti». Roberto Armani, in collaborazione con l’Associazione Culturale Energia di Classe, ha sviluppato in passato un progetto denominato Air@School: in alcune scuole sono state installate sonde per misurare i livelli di CO2 nelle aule scolastiche. Già dopo trenta minuti dall’ingresso degli studenti i livelli superavano tre volte tanto la soglia di comfort riconosciuta dalla letteratura: 3000 ppm contro le 1000ppm massimi auspicabili per avere un ambiente caratterizzato da una qualità dell’aria accettabile. «Dopo aver istruito i ragazzi abbiamo lasciato in dotazione una sonda e dicendo loro di aprire le finestre ogni volta che la soglia dei 1000ppm veniva superata. Facendolo la qualità dell’aria migliorava.  Questo per dire che la ristrutturazione di un edificio scolastico non è solo un tema di riduzione dei consumi: necessita di una corretta progettazione dell’involucro edilizio e di una ragionata integrazione dei sistemi impiantistici (come ad esempio l’introduzione di una ventilazione meccanica controllata con il recupero del calore). Inoltre è importante istruire e formare coloro che avranno la responsabilità di “far funzionare” e gestire correttamente l’edificio».

 

scuola sostenibile

 

I dati di un invecchiamento consolidato

Secondo il rapporto della Fondazione Agnelli l’età media dei nostri istituti scolastici è di 52 anni; molti di questi spazi sono stati costruiti con materiali scadenti e senza un approccio antisismico. Se andiamo a vedere nello specifico gli anni in cui si è verificato l’incremento maggiore delle costruzioni di nuove scuole notiamo che dal 1958 al 1983 il numero è cresciuto in maniera impressionante con 800 scuole nuove all’anno. Eppure, proprio quel numero ci dice anche che l’obsolescenza delle strutture e la mancanza di sostenibilità è un dato comprensibile. Fondazione Agnelli e Compagnia di San Paolo hanno sviluppato in collaborazione con Città di Torino un progetto di riqualificazione di 2 edifici scolastici della città, https://www.torinofascuola.it, intervenendo su 3 dimensioni principali: sicurezza, sostenibilità e innovazione degli spazi didattici. Sulla base dei costi sostenuti al metro quadro, il rapporto della Fondazione stima che per riqualificare i circa 40mila edifici scolastici oggi attivi, corrispondenti a circa 150 milioni di metri quadrati, servirebbero 200 miliardi di euro (pari al l’11% del PIL italiano).

 

È per questo che una buona programmazione sarebbe necessaria oltre che utile: se si iniziasse a definire gli ambiti di azione e intervento fin d’ora, la strada sarebbe aperta con successo. A beneficiarne sarebbe tutta la collettività: in dieci anni, infatti, il consumo di energia termica si ridurrebbe di un terzo e quello di elettricità addirittura del 50 per cento.

 

Efficienti nell’energia

Restiamo per un attimo sull’efficienza energetica perché uno degli obiettivi è quello di diminuire i costi legati all’energia nelle scuole. Si tratta del 13% dei consumi elettrici del Comune e del 33% di quelli dei soli edifici, nonché di circa il 70% dei consumi termici. I margini di risparmio che si potrebbero ottenere con diversi comportamenti, o piccoli investimenti, sono potenzialmente elevati, ma estranei al controllo diretto del Comune. Come abbiamo scritto ne ‘La scuola del futuro’ ogni nuova scuola potrebbe essere un edificio a “Energia, Emissioni e Rifiuti Zero”, grazie a bassissimi consumi e all’utilizzo di energie rinnovabili (es: solare termico e fotovoltaico) e quindi superare addirittura il concetto ZEB (edifici a energia quasi zero) perché in grado di produrre più energia dei reali consumi. «Come priorità abbiamo sicuramente quella di rendere efficiente l’edificio – aggiunge Roberto Armani – isolando l’involucro.  Possiamo migliorare le prestazioni dell’involucro, prevedere una strategia di ventilazione efficace per evitare come detto concentrazioni troppo elevate di CO2, usare schermature solari per ridurre il carico estivo. Ma servirebbe anche una politica di coinvolgimento di chi usa e gestisce la struttura.  Il rischio è quello che pur realizzando edifici scolastici a progetto molto efficienti, per via di una cattiva gestione dell’immobile (a livello di regolazione impiantistica e non solo), vengano decisamente compromesse le potenziali prestazioni energetiche attese e per le quali è stato sostenuto un importante investimento di denaro pubblico».

 

Composizione degli spazi, nuova didattica e polifunzionalità

La rivoluzione degli spazi della didattica non è solo un fattore che obbedisce a evidenti strategie di efficientamento, ma riguarda anche una nuova metodologia che passa dalla tradizione frontale insegnante, cattedra fino allo studente, a una didattica trasmissiva, che vuole essere più pervasiva nei lavori che riuniscono gli studenti in geometrie differenti. I nuovi utilizzi degli edifici scolastici sono anche da mettere in relazione con una polifunzionalità sconosciuta in passato. Oggi la scuola è un luogo che si inserisce dentro un contesto territoriale complesso, è uno strumento in più per la Pubblica Amministrazione per dialogare maggiormente con la cittadinanza. «Lo spazio – conclude Armani – è infatti della collettività e il fatto di dare un segnale di riqualificazione degli edifici è un’occasione per tracciare la strada di dove si vuole andare e per sensibilizzare i cittadini».

 

SafeSchool: una app dell’ENEA per le prime valutazioni

Per centrare un obiettivo di questa portata sarà necessario costruire le condizioni per arrivare a una complicità di intenti tra responsabili, gestori e per chi utilizza, fruisce la scuola. Dal 2018 c’è una app gratuita: si chiama SafeSchool 4.0 e misura consumi energetici e caratteristiche strutturali degli edifici scolastici per una prima valutazione dei possibili interventi di messa in sicurezza, riqualificazione ed efficientamento. La app rientra fra gli strumenti della prima Campagna Nazionale di informazione e formazione sull’Efficienza Energetica, promossa dal Ministero dello Sviluppo economico e realizzata dall`ENEA, nata per dare attuazione all`art.13 del D. Lgs. 102/2014 per far conoscere l’importanza del risparmio e dell’efficienza energetica, fornendo strumenti e opportunità per realizzarli.

 

Articolo a cura di Avanzi per Edison Servizi Energetici e Ambientali


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