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Edison Efficienza Energetica

Superbonus e incentivi: si apre l’era Energy Community

30 Ottobre 2020

 

È ufficialmente aperta l’era delle Energy Community.

Con la concomitante pubblicazione della Delibera ARERA n.318/2020 e del Decreto del Ministro dello Sviluppo Economico (invero ancora non arrivato in Gazzetta Ufficiale ma solo presentato pubblicamente il 15 settembre) ha, infatti, inizio la sperimentazione estesa con cui si introducono finalmente anche in Italia i modelli di autoconsumo one-to-many per migliorare l’efficienza energetica.

La sperimentazione durerà fino a poco dopo il recepimento della direttiva RED II (in teoria non oltre il 30 giugno 2021), quando sarà sostituita dal modello “a regime” introdotto proprio dalla RED II – è ragionevole attendersi che il sistema definitivo si ispirerà non poco a quello sperimentale, andando semmai a correggere eventuali imperfezioni che dovessero nel frattempo emergere.

La sperimentazione durerà fino a poco dopo il recepimento della direttiva RED II (in teoria non oltre il 30 giugno 2021), quando sarà sostituita dal modello “a regime” introdotto proprio dalla RED II – è ragionevole attendersi che il sistema definitivo si ispirerà non poco a quello sperimentale, andando semmai a correggere eventuali imperfezioni che dovessero nel frattempo emergere.

Come funzioneranno questi nuovi sistemi, che secondo molti saranno tra gli attori principali dell’intero percorso di decarbonizzazione?
Il primo elemento da comprendere è che – a differenza di quanto accade sull’autoconsumo individuale – i modelli non saranno fisici, bensì virtuali. Oggi – nei modelli one-to-one, gli unici possibili – l’autoconsumo avviene mediante il transito di energia dall’impianto al consumatore tramite una “rete privata”: ne risulta un minore prelievo dalla rete elettrica per il consumatore, con una conseguente riduzione del valore della bolletta grazie, in particolare, al mancato pagamento degli oneri di sistemi e di rete.

Con le Energy Community, il modello muta radicalmente: l’energia prodotta dagli impianti (rinnovabili, nuovi o oggetto di potenziamento per la sola quota incrementale, con una potenza massima di 200 kW) verrà ceduta in rete senza la costituzione di reti private.

 

I nuovi sistemi di energia

 

In cosa consisterà quindi la remunerazione delle Comunità?

  • Innanzitutto, in una tariffa premio (incentivo MiSE) sull’energia condivisa pari a 100 €/MWh (per le Comunità limitate ad un solo edificio – i cosiddetti “Autoconsumatori Collettivi”) o 110 €/MWh (per quelle più ampie, con il perimetro massimo che arriva a coinvolgere tutti gli utenti della stessa cabina secondaria – in media circa 80 consumatori).
  • Secondariamente, in ulteriori 8-10 €/MWh circa (a seconda che si tratti di Comunità Energetica o Autoconsumatore Collettivo) rilasciati a titolo di riconoscimento dei benefici apportatati al sistema elettrico in termini di riduzione dei costi connessi alla rete.
    In ultimo, nella remunerazione dell’energia immessa in rete a prezzo zonale orario (che si potrebbe stimare in circa 50€/MWh)

Al quadro già apparentemente favorevole si aggiungono le disposizioni contenute nel cd DL Rilancio, in forza del quale il Superbonus al 110% si applicherà sul costo dell’impianto fotovoltaico fino alla potenza di 20 kW nei casi previsti (ossia in abbinamento ai ben noti interventi trainanti). Sulla quota in eccedenza (fino a 200 kW) e comunque per tutte le iniziative di potenza fino a 200 kW (limite innalzato proprio con il DL Rilancio), spetterà la detrazione del 50% – in questi ultimi casi, il beneficio fiscale risulta compatibile anche con gli incentivi del MiSE, invece non cumulabile con il Superbonus.

Ad esempio, in caso di realizzazione di un impianto PV da 40 kW da parte di una Comunità Energetica in abbinamento a interventi trainanti, i primi 20 kW accederanno al Superbonus 110% e i restanti 20 kW alla detrazione al 50%.

Metà della produzione (quella relativa alla quota che usufruisce del Superbonus) non accederà, tuttavia, agli incentivi MiSE e sarà venduta al GSE a prezzo di mercato, mentre la restante metà accederà al regime di valorizzazione delle Energy Community che abbiamo descritto in precedenza.

Si vengono così a delineare una serie di modelli – con ruoli distinti che potranno assumere soggetti terzi e membri della Comunità – apparentemente accumunati da un potenziale livello di buona remuneratività: con il quadro regolatorio e legislativo finalmente definito, il segnale economico all’investimento sembra emergere chiaramente. La sfida a questo punto pare soprattutto quella di riuscire a implementare operativamente questi modelli coinvolgendo condomini e comunità: prova non scontata, su cui potremmo trarre le prime conclusioni nei prossimi mesi.

Articolo a cura di Elemens per Edison Servizi Energetici e Ambientali.