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Edison Efficienza Energetica

Intervista all’Architetto Mandarini sul tema dello Smart Living

Il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità ambientale stabiliti dalle politiche comunitarie e nazionali chiama in causa l’intero settore dell’edilizia.

La necessità di abbattere i consumi energetici del patrimonio edilizio pubblico e privato, di ridurre le emissioni di CO2 e di realizzare edifici salubri e smart per gli utenti, ha portato alla nascita di diversi protocolli di certificazione, tra cui il LEED –  Leadership in Energy and Environmental Design, sviluppato dal U.S. Green Building Council e declinato nella realtà italiana da Green Building Council Italia – GBC Italia. Abbiamo intervistato l’architetto Massimiliano Mandarini, fondatore e anima di Marchingenio, una Creative Company e Design Center in ambito sostenibilità ambientale e design 4.0, docente in design presso il Politecnico di Milano, vincitore del Green Building & Leadership Italia Awards nel 2017 e consigliere direttivo Chapter Lombardia di GBC Italia, affrontando, proprio con lui, il tema dello “smart living”, un nuovo modo di concepire i luoghi di vita, quindi, anche gli edifici, in ottica sostenibile.

Che cosa significano per Massimiliano Mandarini i temi della sostenibilità e dello “smart living” nel settore terziario e produttivo e come li affronta all’interno del Chapter Lombardia?

Architetto Massimiliano Mandarini“Smart living” non significa solamente portare la tecnologia all’interno dei progetti dei luoghi, ma cambiare completamente il paradigma degli stili di vita. Rappresenta un nuovo concetto di vivere e lavorare in ambienti sani, green, ibridi e social e si basa sulla sinergia tra innovazione e sostenibilità, dove l’essere umano non subisce la tecnologia, ma diventa navigator di questa, in cui il digitale si sposa con tutto ciò che è natura. Necessita, quindi, di un approccio olistico, multilivello e circolare nella fase di concezione degli spazi vitali e di lavoro, siano essi edifici o quartieri, che non devono essere solo buoni prodotti edilizi, architettonicamente di qualità, con un interior design di livello elevato, ma unire la sostenibilità e la smartness, attraverso una visione che le faccia interagire, così che gli edifici siano ecofriendly e accessibili immediatamente a tutte le tipologie di utenti. Il mio sogno è quello di vedere un giorno questa simbiosi tra natura e tecnologia nelle nostre città e nei luoghi di vita, salvaguardando la biodiversità che li caratterizza e consentendo di conservare l’equilibrio tra il tessuto costruito e quello non edificato, favorendo così la nascita di uffici, aziende, abitazioni non più statici, ma vivi e adattabili.

Qual è il rapporto tra lo “smart living”, la circular economy, la tecnologia e i nuovi strumenti per la progettazione, come il BIM?

Nel 2017, in occasione della Design Week, ho progettato “Green Smart Living”, in collaborazione con il Chapter Lombardia e con il patrocinio di Green Building Council Italia. Si tratta del concept di un modulo abitativo di 50 mq NZeb, che incarna lo smart living, un luogo di vita ibrido, dove vivere e lavorare si intrecciano e coesistono in modo flessibile, condiviso e intelligente. La sua progettazione è stata resa possibile grazie all’utilizzo del BIM, che ha permesso di realizzare un prodotto architettonico di qualità elevata, che fosse flessibile ed esprimesse tutta la sua multifunzionalità. Il modulo fa suoi i concetti della life cycle sostenibile, della multifunzionalità e punta sulle migliori tecnologie costruttive e impiantistiche disponibili sul mercato, come la domotica. Definirei questo nuovo modo di creare spazi di vita come “Architettura ibrida 4.0”, un’architettura che si adatta anche alle necessità del tempo libero, a quelle dell’hôtellerie, della ristorazione e della cultura.

A quali tipologie di edificio e intervento possono essere applicati i principi dello “smart living”?

La flessibilità e versatilità insite nel concetto di “smart living”, consentono di essere applicate ai più svariati contesti e ambienti del nostro quotidiano, come l’impresa, l’ufficio, l’hotel e gli spazi pubblici. Una grande azienda potrà, ad esempio, migliorare il suo welfare e aumentare la produttività dei propri dipendenti, portando l’IOT dentro il luogo di lavoro, favorendo una più efficace connessione delle persone agli spazi, inserendo pareti verdi, essenze particolari e percorsi salute, che collaborano ad elevare la qualità di vita e il benessere di chi lavora in ufficio, rendendo gli spazi modificabili e adattabili a tutte le necessità.

Smart living e edifici ecofriendly

Quali sono i vantaggi derivanti dall’adozione dei principi dello “smart living” nella progettazione, gestione e fruizione degli edifici e dei quartieri?

L’adozione dei principi dello smart living consentirebbe di gestire i luoghi della vita quotidiana, soprattutto quelli lavorativi e dell’ospitalità, in modo sostenibile e flessibile. Sarà, infatti, sempre più difficile in futuro condurre immobili statici, con lunghi corridoi e piccoli uffici, che non posso trasformarsi in altro e accogliere altre funzioni. Questo aspetto diventerà sempre più importante nel settore dei servizi, dove la riqualificazione degli edifici e dei quartieri, dal punto di vista delle funzioni, dovrà avvenire in modo quasi immediato.

Quali sono gli scenari di sviluppo per lo “smart living”?

Negli ultimi dieci anni sono state poste le basi per lo sviluppo della cultura della sostenibilità e di quello che chiamiamo il “green building” in Italia e in Lombardia, grazie, in particolare, ai grandi progetti come quelli dei grattacieli, che possiamo ammirare a Milano. Si è andata via via trasformando anche la cultura e l’approccio dei cittadini degli utenti, dei progettisti e degli sviluppatori e del mercato, che hanno compreso come il nuovo paradigma “green” riesca a cambiare il senso di appartenenza ai luoghi e il modo di viverli. Nei prossimi decenni, si lavorerà su tre temi: rigenerare, ripensare e riadattare edifici e luoghi. In questo senso, diventerà fondamentale pensare, oltre che la necessità per cui un edificio viene progettato e realizzato, a come potrà cambiare e soddisfare altri bisogni in futuro. Lo smart living faciliterà questa operazione e la sua applicazione risulterà più semplice anche alle piccole e medie scale, nei settori residenziale, produttivo e terziario, grazie alle nuove tecnologie e alla riduzione dei costi correlati a queste. Potremo, così, vivere l’integrazione totale degli edifici nella smart city, come cellule di un corpo vivo, che collaborano attivamente alla sua generazione e rigenerazione.



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