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Edison Efficienza Energetica

Le nuove frontiere della sostenibilità

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Paolo Quaini ci illustra le nuove frontiere della sostenibilità

Secondo Paolo Quaini sono finiti definitivamente i tempi in cui economia e ambiente erano concetti distanti e incompatibili: «Abbiamo soluzioni innovative e sostenibili. E abbiamo le competenze per realizzarne di nuove sempre più in linea con i bisogni dei clienti»

Per Paolo Quaini efficienza e innovazione sono molto più di semplici concetti legati all’ambito tecnico e produttivo. Si tratta di una vera e propria filosofia di vita, con cui è convinto si possa – e si debba – costruire il futuro della nostra società, a tutti i livelli, coinvolgendo industria e pubblica amministrazione, territorio e cittadini.
A capo della Divisione Servizi Energetici e Ambientali del Gruppo Edison – che si propone di potenziare l’offerta di servizi di Edison – Quaini non ha dubbi: un utilizzo sempre più attento e consapevole delle risorse è il punto di partenza imprescindibile per comprendere come efficienza non significhi solo “consumare meno”, ma anche “consumare meglio”.

La parola d’ordine da seguire oggi per raggiungere questo obiettivo è “co-costruzione”. Una nuova modalità di concepire il rapporto tra fornitore e cliente, tra produttore e consumatore: «Siamo tutti parte della stessa comunità che ha bisogno di soluzioni innovative, sostenibili, compatibili con l’ambiente. Abbiamo le competenze per realizzarle in un momento di rottura culturale e temporale, nella quale le soluzioni del passato non sono più adeguate alle sfide del presente. Questo è il ruolo che Edison gioca».

E il cambio di prospettiva introdotto dalle tecnologie digitali gioca un ruolo fondamentale in questo panorama, proprio perché apre inediti scenari di condivisione in tempo reale delle informazioni e di collaborazione proattiva fra tutti i diversi soggetti. «Oggi abbiamo davanti a noi una sfida estremamente interessante. Da un lato, infatti, possiamo continuare a operare, come sempre, in una relazione “cliente-fornitore”: in pratica, il cliente chiede e il fornitore risponde. Dall’altro lato, valorizzando le piattaforme digitali e la disponibilità di informazioni in quantità enormemente superiore a quanto potevamo immaginare fino a poco tempo fa, possiamo interagire in una maniera estremamente più collaborativa co-costruendo le soluzioni non solo tra cliente e fornitore, ma con tutti gli attori del territorio in cui operiamo».

All’interno di un ecosistema piuttosto complesso (imprese, università, pubblica amministrazione, cittadini, start-up, centri di ricerca, co-working e altre aggregazioni fisiche o virtuali), diventa quindi indispensabile che ciascuno dei singoli attori offra il suo fondamentale contributo e che ogni soluzione nasca da una decisione collettiva e condivisa, al di fuori di schemi legati a logiche obsolete. «Sono passati i tempi nei quali si riteneva che compatibilità ambientale e sostenibilità economica fossero due concetti distanti da conciliare. Oggi operiamo in un ambito nel quale la competitività è generata da un utilizzo più razionale delle risorse, così da creare nuovi investimenti, nuove opportunità e nuove soluzioni per i clienti e i territori».