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Edison Efficienza Energetica

La Scuola del Futuro: energia, emissioni e rifiuti zero

9 Novembre 2018

L’architetto Gian Carlo Magnoli Bocchi affronta il tema della scuola del futuro vista come una micro centrale energetica caratterizzata da efficienza e sostenibilità, dall’uso di energie rinnovabili e in grado di produrre più energia dei suoi reali consumi.

La scuola, la sua progettazione e le potenzialità legate alle nuove modalità realizzative, il suo ruolo centrale nella vita culturale e sociale di un territorio, la sua versatilità nell’essere luogo di istruzione ma anche possibile centro di aggregazione studiato intorno alle potenziali funzionalità dei suoi spazi. Abbiamo voluto raccontare la scuola del futuro attraverso la chiave di lettura dell’Architetto Gian Carlo Magnoli Bocchi (Magnoli & Partners – Edison) che ci accompagnerà in questo approfondimento illustrandoci la sua visione.

La filosofia del “progetto scuola del futuro” interpretato dai professionisti dell’architettura

Le scuole, gli edifici in cui i cittadini passano gran parte del loro tempo durante la fase della crescita culturale e valoriale, sono freddi d’inverno e caldi d’estate, contribuiscono insieme ad altri edifici inefficienti ad aggravare il bilancio emissivo delle nostre città e hanno spesso strutture che necessitano di adeguamenti strutturali in termini di sicurezza; in sintesi, non danno sempre quel “buon esempio di efficienza energetica” che sarebbe auspicabile.
Se vogliamo immaginare il futuro e il ruolo della scuola non solo come “edificio”, ma soprattutto come centro di aggregazione culturale e sociale, non possiamo non pensarla come luogo che crea nuove forme di centralità, generando occasioni di socializzazione, restituendo alla comunità spazi verdi, promuovendo la cultura di una corretta relazione tra ambiente naturale e ambiente antropizzato. Ogni suo spazio deve essere utile all’intera comunità, servendo la crescita culturale di più generazioni, per il maggior numero di ore nella giornata. In poche parole la scuola, come elemento esemplare della comunità e della vita dei singoli, deve diventare una rappresentazione del valore della sostenibilità sociale, ambientale ed economica.
Ogni nuovo progetto scolastico potrà vivere all’interno di un “contenitore” aperto 24/7 e funzionerà come un centro civico e culturale, al servizio dei bambini al mattino e a disposizione della comunità locale nel pomeriggio. Sarà teatro di Summer Schools durante le vacanze estive e Winter Schools durante le vacanze invernali, può essere cinema di qualità nelle serate d’inverno, laboratorio per i giovani, biblioteca, incubatore di idee. L’edificio sarà “NET-Positive”: genererà energia invece di consumarla e produrrà costantemente cultura. La palestra, i laboratori, la biblioteca e i luoghi di ristoro saranno pensati per essere aperti e anch’essi laboratori di crescita sociale e culturale anche quando la scuola è chiusa, fruibili sino a tarda sera e nel week-end e generatori di indotto occupazionale.
Il linguaggio architettonico dovrà ispirarsi alla bio-mimesi, ovvero al mutuare forme aero-e-fluido-dinamiche, ergonomie e principi eco-sistemici, dal patrimonio di soluzioni che Madre Natura ha accumulato in 3,7 miliardi di anni. Forme fluide e naturali, motivate sia dalla “anatomia” sia dalla “fisiologia” dell’edificio, possono infatti suggerire i principi di una nuova estetica moralmente responsabile e non celebrativa e garantire il miglior utilizzo, alte prestazioni e benessere grazie anche all’uso di materiali “bio”, non inquinanti e facilmente manutenibili.

Efficienza energetica e architettura sostenibile per la scuola del futuro

La morfologia eco-sistemica del progetto comunica e promuove lo sviluppo di:

    • capacità e non nozioni;
    • creatività interdisciplinare e non suddivisione in discipline e materie insegnate come distinte tra loro;
    • capacità di comprendere la complessità;
    • capacità di perseguire la prestazione.

Insomma: adattabilità, comunicazione, auto-organizzazione, pensiero sistemico.
Il verde dovrebbe ispirarsi ai principi del “terzo paesaggio” per valorizzare la spontaneità della natura a costi di manutenzione e gestione vicini allo zero. Le coperture verdi potranno ridurre l’effetto isola di calore, contenere i consumi degli edifici sottostanti e tentare un dialogo sia visivo sia funzionale con il paesaggio circostante. I pendii delle coperture, per massimizzare l’uso del suolo occupato in pianta, potranno essere attrezzati per consentire attività differenziate: aule all’aperto, orti didattici, percorsi vita, spazi per la meditazione e la dialettica.

scuola del futuro: energia, emissioni e rifiuti Zero

L’impronta carbonio dell’edificio dovrà essere a impatto zero. Ogni nuova scuola potrà essere un edificio a “Energia, Emissioni e Rifiuti Zero”, grazie a bassissimi consumi e all’utilizzo di energie rinnovabili (es: solare termico e fotovoltaico) e quindi superare addirittura il concetto nZEB (edifici a energia quasi zero) perché sarà in grado di produrre più energia dei reali consumi: una micro centrale energetica che, se replicata, potrebbe contribuire a ridurre la dipendenza dei nostri territori. Nel progetto, l’utilizzo di materiali riciclati e riciclabili, ispirati ai principi del “from Cradle to Cradle”, con impiantistica a emissioni zero, permetteranno all’edificio di contribuire con valore aggiunto all’ecosistema circostante e di funzionare grazie alla fotosintesi, proprio come un vegetale, con superfici che captano la luce e la trasformano in energia per il massimo confort interno, zero emissioni e un delta di produzione utile che può essere ceduto alla rete.

Nel prossimo approfondimento ci dedicheremo da un lato al tema della sicurezza degli edifici scolastici e dall’altro all’esplorazione di cosa significhi progettare e costruire edifici sostenibili dal punto economico, sociale e ambientale.

Articolo a cura dell’Architetto Gian Carlo Magnoli Bocchi – Magnoli&Partners – Gruppo Edison



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