youtube instagram envelop mail4 google-plus google facebook twitter linkedin printer

Edison Efficienza Energetica

Energia ed efficienza nella Legge di Bilancio 2020: cosa cambia?

10 Febbraio 2020

 

Puntuale come ogni anno, alla fine di dicembre 2019 è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la Legge di Bilancio 2020, atto conclusivo di un lungo e travagliato percorso di approvazione che è ormai divenuto un tratto distintivo della ex Legge finanziaria. Dopo quasi un mese in cui si sono susseguite varie bozze, accese discussioni, modifiche e innumerevoli emendamenti (molti dei quali poi ritirati) possiamo condurre una prima rassegna delle principali disposizioni contenute nella norma che interessano il settore dell’energia e dell’efficienza energetica.

 

Degli 884 commi che compongono l’Articolo 1 (misure specifiche della Legge di Bilancio), circa una trentina impattano, in maniera più o meno significativa, sul comparto energetico. Tra queste, degna di nota pur nella sua vaghezza è l’istituzione di un fondo volto a rilanciare gli investimenti nell’economia circolare, nella decarbonizzazione, nella riduzione dei consumi energetici e nello sviluppo sostenibile – in linea con il Green New Deal proposto dalla nuova Commissione europea: la dotazione del fondo parte da 435 milioni di euro per il 2020 fino ad arrivare ai 1.700 milioni per il 2034, anche se ancora mancano le disposizioni sulle modalità con le quali queste risorse verranno sbloccate. Altre misure riguardano l’assegnazione ai comuni di contributi per gli investimenti in efficienza energetica e lo sviluppo sostenibile (500 milioni di € fino al 2024) e l’allocazione di 100 milioni di € per i prossimi due anni destinanti all’efficientamento energetico delle scuole (250 milioni per il periodo 2022-2034). Viene istituita, inoltre, una commissione permanente al Ministero dell’Ambiente con l’obiettivo di ridurre progressivamente i sussidi ambientalmente dannosi.

 

Nel testo definitivo della Legge spicca anche l’introduzione di una norma ad hoc per gli impianti a biogas, destinata alle centrali entrate in esercizio prima del 2007– che rispettano determinati requisiti – realizzate da imprenditori agricoli e che non godano di altri supporti: queste potranno usufruire di un incentivo sull’energia elettrica prodotta che verrà definito entro il prossimo trimestre dal MISE. La misura, anche se interessa una piccolissima parte del parco biogas italiano (circa 17 MW), segnala la volontà di mantenere operativi gli impianti a bioenergie una volta esaurito il periodo di incentivazione: come a dire che tutto può tornare utile a fini del raggiungimento dei target al 2030. È stata eliminata, invece, l’applicazione della Robin Tax (maggiorazione IRES del 3,5%) per i titolari di concessioni nel comparto energetico (prevista invece per le concessioni autostradali, ferroviarie ed aereoportuali), mentre è stata confermata la lieve rimodulazione delle accise per i prodotti energetici utilizzati come materia prima per la produzione di energia elettrica.

 

risparmio energetico legge di bilancio 2020

 

Se spostiamo l’attenzione sul settore dell’efficienza energetica, la Legge di Bilancio ha prorogato anche per quest’anno tutti i principali strumenti di sostegno basati sulle detrazioni fiscali, Ecobonus e Casabonus in primis; a questi si è aggiunto il “Bonus facciate”: una disposizione che consente, a chi effettuerà nel corso del 2020 interventi ivi compresi quelli di sola pulitura o tinteggiatura esterna, finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna degli edifici, ad una detrazione fiscale pari al 90% della spesa in dieci anni. L’introduzione di quest’ultima misura, che ha senza dubbio il merito di voler sollevare l’attenzione sulle esigenze di ristrutturazione del nostro parco edilizio (buona parte degli edifici in Italia è infatti stato realizzato tra gli anni 50 e 60), tuttavia si concentra su attività “non core” ai fini di una riqualificazione profonda del parco immobiliare e solleva qualche dubbio sulle risorse economiche necessarie a garantire la detrazione del 90%, che di fatto ne sottrae ad altre tipologie di interventi, più mirati in termini di efficientamento energetico.

 

Altra novità riguarda lo sconto in fattura sugli interventi di efficientamento energetico e ristrutturazione edilizia, introdotto con il DL Crescita: a seguito delle questioni sollevate da alcune associazioni di categoria e dopo la segnalazione dell’AGCOM (garante concorrenza e mercato), dal 1 gennaio la misura è stata limitata ai soli interventi di riqualificazione edilizia che interessano le parti comuni degli edifici, per spese pari almeno a 200.000 € o superiori, solo per gli interventi di ristrutturazione importante di primo livello; pertanto, per poter beneficiare dello sconto immediato da parte del fornitore, i proprietari o detentori di immobili devono realizzare interventi che, oltre a interessare l’involucro edilizio su una superiore al 50% della superficie complessiva dell’edificio, devono comprendere anche la ristrutturazione dell’impianto termico per il servizio di climatizzazione invernale e/o estiva.  La misura si affianca alla cessione del credito spalmabile in 10 anni ma risulta più efficace nel miglioramento della prestazione energetica e da un punto di vista economico.

 

Importanti novità si segnalano anche sul fronte dell’autoconsumo: la Legge di Bilancio introduce la possibilità, per gli impianti alimentati a fonti rinnovabili e CAR di proprietà di enti che si occupano di edilizia residenziale pubblica, di godere dei benefici dello scambio sul posto a copertura dei consumi di utenze proprie o dei propri inquilini, senza alcun limite di potenza, senza vincoli di prossimità tra impianto e utenze di consumo e fermo restando il pagamento di almeno il 30% degli oneri generali di sistema dovuti: come a dire che un impianto fotovoltaico in Sicilia di proprietà di una agenzia di edilizia popolare lombarda potrà cedere energia in Scambio sul Posto a tutti gli inquilini dell’agenzia in Lombardia. Si tratta, pur sotto mentite spoglie e con l’evidente limitazione alla sola edilizia popolare, della prima apertura a livello normativo all’autoconsumo collettivo, cioè la possibilità di suddividere l’energia prodotta da uno o più impianti tra più consumatori (ad oggi, le norme non consentono la connessione di un impianto a più consumatori, se non in alcuni casi ben specifici), così come previsto dalla recente Direttiva europea sulle energie rinnovabili (nota come RED II).

 

Oltre alle principali misure che abbiamo descritto in questo articolo, la Legge di Bilancio contiene numerose altre disposizioni che impattano sul settore energetico, come le misure di supporto per la promozione e lo sviluppo della green mobility (riconversione parco veicoli pubblici a elettrico o idrogeno) e l’introduzione di una penale per i maxi conguagli illegittimi delle bollette.

 

È ancora presto per sapere se le misure previste daranno gli effetti sperati in ottica di promozione dell’efficienza energetica e sostegno alla decarbonizzazione; quel che è certo, è che il settore necessita di una programmazione di misure e strumenti su orizzonti temporali più lunghi: la sola finestra annuale della Legge di Bilancio non è più sufficiente.

 

Articolo a cura di Elemens per Edison Servizi Energetici e Ambientali