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Edison Efficienza Energetica

Mobilità Sostenibile: Colonnine di Ricarica in Italia

25 Novembre 2019

 

Spesso definita una “rivoluzione”, la mobilità elettrica sarà la sfida più grande del domani per le città e i suoi abitanti. Per contrastare la crisi climatica, sarà infatti fondamentale cambiare le nostre abitudini a livello di spostamenti e trasporti, cercando di ridurre il più possibile il nostro impatto sull’ambiente.

Per farlo però, oltre ai mezzi di trasporto elettrici, servono infrastrutture di ricarica che permettano il loro utilizzo in maniera sistematica.

Nel rapporto Le città elettriche (Scarica in .pdf), il primo dossier sulle mobilità a emissioni zero in Italia, realizzato da Legambiente in collaborazione con l’associazione per la mobilità elettrica MotusE, emerge che la domanda di mobilità elettrica nell’ultimo anno è stata soddisfatta in larga parte da quasi tutte le regioni d’Italia.

 

Nel 2019, infatti, i numeri sono nettamente aumentati: si è passati da 2.368 a 5.507 prese disponibili omologate per automobili e ricariche veloci (> 11 kW) in tutta Italia e da 1.885 a 2.684 prese di ricarica per due ruote e ricariche lente (< 11 kW).

 

Infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici maggiori 11kW

L’aumento non è stato tuttavia uniforme sul territorio nazionale: se è vero che nel caso delle colonnine di maggior potenza il dato è quasi raddoppiato dal 2018 al 2019 in moltissime regioni italiane, non si può dire che il numero sia proporzionato agli abitanti delle regioni stesse; la Campania, pur essendo la terza regione italiana per numero di abitanti, ha un numero di colonnine inferiore a quello dell’Umbria, per non parlare del Trentino Alto-Adige, in coda solo alla Lombardia nella classifica totale, con ben 709 colonnine per poco più di un milione di abitanti (la Sicilia ne ha solamente 126, pur avendo circa il quintuplo della popolazione).

La Calabria nel 2018 era il fanalino di coda, vista la totale assenza di colonnine di ricarica sia di maggiore che di minor potenza. Nel 2019 quel posto spetta al Molise, che sul suo piccolo territorio ospita solo otto colonnine per automobili e ricariche veloci e cinque prese di ricarica per due ruote e ricariche lente.

 

Infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici minori 11kW

Il numero delle colonnine per le due ruote e ricariche lente è invece aumentato in maniera minore rispetto a quelle omologate per automobili, ma investimenti consistenti sono stati attuati in Piemonte (il cui numero di colonnine passa da 23 a 132) e in Veneto (che sale a 164, dalle 63 del 2018). In coda alla classifica si trovano la Campania, la Basilicata e il già ricordato Molise, con un numero di postazioni di ricarica lente che sommato non arriva al valore della Valle d’Aosta.

 

colonnine di ricarica auto elettriche

 

Restringendo il focus sulle città italiane principali emerge un’altra tipologia di analisi. La mobilità elettrica entra infatti prepotentemente in gioco per quello che riguarda l’accessibilità urbana: il trasporto pubblico è quello più interessato alla motorizzazione elettrica, ed è una realtà già presente in molte città italiane (pensiamo ai tram, ai filobus, ai treni urbani), in base al principio della facilitazione all’accesso urbano di aree anche periferiche mediante mezzi sostenibili. Il report di Legambiente definisce l’accessibilità come la quota degli spostamenti con il mezzo pubblico o con servizi di sharing mobility e in bicicletta. A questo indicatore va aggiunto quello della Mobilità Zero Emissioni, strettamente considerata come elettrica e elettro-muscolare: il tasso di mobilità cittadina a zero emissioni viene calcolato sommando alla mobilità ciclo-pedonale la quota di spostamenti in elettrico per ogni modalità. I mezzi considerati sono i mezzi elettrici in sharing, le linee ferroviarie metropolitane, la metropolitana propriamente detta, i vecchi e nuovi tram, le linee di filobus, le scale mobili, le funivie, gli ascensori e le ferrovie a cremagliere.

Tra le grandi metropoli, in testa alla classifica dell’accessibilità c’è Milano, ma anche Napoli figura bene nell’indicatore di mobilità a Zero Emissioni, più indietro Roma e Firenze.

 

principali città per caratteri di mobilità zero emissioni

Da questa analisi emerge come sia ormai obsoleto considerare mezzi di trasporto sostenibili come bici, trasporto pubblico ed e-mobility in maniera isolata: secondo i ricercatori “il mezzo pubblico elettrico fa la differenza soprattutto se in città si va in bicicletta e ci sono servizi di sharing mobility. Insieme sono vincenti. Insieme sono in grado di ricondurre a minoranza gli spostamenti con il motore a combustione privato.”

Una politica di trasporto urbano coerente deve quindi partire dalla sinergia tra tutti questi ambiti, anche con zone a basse emissioni (si pensi all’area B o C di Milano) le zone a traffico limitato.

Edison, cerca di interpretare i nuovi bisogni del mercato proponendo un’ampia gamma di soluzioni di mobilità sostenibile per le aziende, il territorio e i cittadini. Ne è un esempio l’analisi di consulenza sulle flotte aziendali dei clienti business che restituisce informazioni utili a valutare gli impatti economici e operativi della trasformazione ad elettrico, o anche il servizio di E-mobility per il business, la soluzione all inclusive dedicata alle imprese per costruire e gestire il servizio di ricarica dei veicoli elettrici rivolto ai propri clienti e/o dipendenti

 

Proprio per questo la partecipazione di Edison alla Future Mobility Week che si è svolta a Torino ha rappresentato una occasione fondamentale per dialogare con aziende, operatori ed esperti di settore: solo attraverso un dialogo costruttivo che identifichi esigenze e problematiche specifiche è possibile indirizzare al meglio la consulenza per una mobilità elettrica sostenibile sempre più efficace, per l’ambiente e per le aziende.

 

Articolo a cura di DataTalk.



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