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Edison Efficienza Energetica

Gli obiettivi di efficienza energetica ai nastri di partenza

22 Settembre 2020

 

Il 29 Luglio scorso è entrato in vigore il d.lgs n°73 del 2020 che, in attuazione della direttiva UE 2018/2002, modifica ed aggiorna il d.lgs n°102 del 2014 ovvero l’elemento principale della normativa nazionale sulla promozione dell’efficienza energetica, uno dei pilastri per il raggiungimento degli obiettivi europei al 2030.

Sulla falsa riga della direttiva europea, il nuovo decreto introduce alcune novità volte al miglioramento dell’efficienza energetica in Italia, nel tentativo di seguire la traiettoria di risparmi energetici disegnata dal PNIEC per il raggiungimento dei nostri obiettivi nazionali. In particolare, le principali riguardano le modalità di calcolo dei risparmi conseguiti, l’aggiornamento del Conto Termico e infine il tema delle diagnosi energetiche e del relativo sistema di sanzioni per i soggetti obbligati.

Andiamo per gradi.

Prima di tutto, con il nuovo decreto anche i risparmi di energia per i quali non siano stati riconosciuti titoli di efficienza energetica o altri incentivi, saranno conteggiati ai fini del calcolo dei risparmi conseguiti per il raggiungimento degli obblighi a livello nazionale – a patto che siano riscontrabili dai bilanci energetici presentati dalle aziende o dagli enti pubblici che aderiscono ad alcune convenzioni Consip. In questo modo verranno conteggiati non solo i risparmi incentivati, ma anche quelli realizzati in autonomia dalle singole imprese, così da fotografare in maniera più realistica gli effettivi risparmi conseguiti dal sistema paese

Tra le principali novità del decreto vi è inoltre l’aggiornamento del Conto Termico: gli obblighi di risparmio sono stati estesi al nuovo periodo 2021-2030 e, entro il 30 Giugno 2021, il Conto sarà aggiornato per potenziarne l’efficacia e la diffusione nel settore civile non residenziale (uffici, negozi, etc.). Negli ultimi anni questo strumento ha incentivato molti piccoli interventi di efficienza e di produzione di energia termica da fonti rinnovabili riscuotendo un discreto successo, tuttavia limitato principalmente alla PA. L’obiettivo dell’aggiornamento sembrerebbe quindi quello di semplificare l’accesso al meccanismo – per le PA è previsto anche un aumento dei contingenti di spesa – e soprattutto di ampliare la platea di interventi ammissibili, includendo ad esempio interventi di allaccio a teleriscaldamento e teleraffrescamento efficiente e la microgenerazione. Tale strumento, in conformità con le disposizioni contenute nel PNIEC, potrebbe includere anche interventi di riqualificazione degli edifici nel settore terziario privato e promuovere – almeno nei casi di ristrutturazione profonda – l’installazione di colonnine di ricarica per i veicoli elettrici.

Un’altra modifica riguarda la possibilità di andare in deroga rispetto ad alcuni strumenti urbanistici in alcuni specifici casi. In particolare, nel caso in cui si ottenga una riduzione minima del 10% dei limiti di trasmittanza – come ad esempio con la realizzazione del cappotto termico – le variazioni volumetriche non saranno considerate ai fini di alcune prescrizioni, quali la distanza minima tra edifici o l’aumento dell’altezza. Con questa modifica è chiaro il tentativo di favorire la diffusione di interventi sull’involucro edilizio, che – a conferma dell’interesse del sistema verso tali soluzioni – sono non a caso uno degli interventi cardine del nuovo Ecobonus.

 

obiettivi efficienza energetica 2030

 

Le novità riguardano anche il tema delle diagnosi energetiche che, ricordiamo, sono obbligatorie per le grandi imprese e le imprese “energivore”. Il nuovo decreto allarga la platea di soggetti esenti dall’obbligo a tutte le grandi imprese nei siti produttivi nazionali che presentino consumi energetici complessivi inferiori a 50 tep annui. Per i soggetti obbligati, invece, da quest’anno sarà riconosciuto ai fini dell’esenzione solo il sistema di gestione ISO 50001, a condizione che includa una diagnosi energetica; non basterà più, quindi, uno dei sistemi di gestione previsti dal vecchio decreto per ottenere l’esenzione dalle diagnosi energetiche.

Tutti i soggetti obbligati alla presentazione di diagnosi energetiche possono incappare in sanzioni pecuniarie in caso di violazioni: già dal 2014 infatti erano previste alcune sanzioni dai 2.000 € ai 40.000 € variabili nei casi di mancata diagnosi o di diagnosi non conforme alle prescrizioni. Il nuovo decreto, oltre alle sanzioni, prevede che in casi di violazione accertata l’impresa debba comunque conseguire la diagnosi energetica entro 90 giorni a pena di una seconda sanzione. Anche per le imprese energivore scattano le sanzioni pecuniarie nel caso in cui non attuino almeno uno degli interventi di efficienza individuati dalle diagnosi – o in alternativa non si adotti un sistema di gestione ISO 50001 tra un ciclo di diagnosi e l’altro. L’aggiornamento del sistema delle sanzioni sembrerebbe quindi parlare chiaro: tutte le imprese con consumi superiori a 50 tep annui devono – secondo una delle modalità previste – effettuare delle diagnosi energetiche e, sulla base dei risultati emersi, individuare e realizzare interventi di efficientamento per ridurre i propri consumi.

In conclusione, il nuovo decreto aggiorna il quadro delle misure di efficientamento energetico esistente e di fatto complementare a quello introdotto negli ultimi mesi con la pubblicazione del DL Rilancio, con l’obiettivo teorico di rendere più agevole il percorso del nostro paese verso gli obiettivi nazionali di risparmio energetico al 2030. Il recepimento della direttiva sull’efficienza pare essere l’ultimo tassello di un mosaico composto da nuovi strumenti di supporto e dal potenziamento di quelli esistenti: la fase di pianificazione è ormai agli sgoccioli, ora non resta che raggiungere gli obiettivi con i quali ci siamo impegnati. Del resto il nuovo mantra europeo “Energy Efficency First”, uno dei principi chiave dell’UE volto a garantire un approvvigionamento energetico sicuro, sostenibile e competitivo per tutti i paesi dell’Unione, indica chiaramente la via: la prima modalità per sviluppare il percorso di decarbonizzazione è proprio l’efficientamento dei consumi.

 

Articolo a cura di Elemens per Edison Servizi Energetici e Ambientali.