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Edison Efficienza Energetica

La fitodepurazione per il trattamento delle acque reflue

3 Settembre 2021

 
Nel corso del 2015, congiuntamente al DATI (Dipartimento di Ingegneria dell’Ambiente, del Territorio e delle Infrastrutture) del Politecnico di Torino, abbiamo realizzato uno studio con lo scopo di definire il riutilizzo di parte delle acque di processo di uno stabilimento del settore automotive del Nord Italia, previo trattamento terziario di fitodepurazione, riducendo lo scarico in acque superficiali e di conseguenza l’acqua primaria in ingresso allo stabilimento del 60%.

 

CHE COS’È LA FITODEPURAZIONE

La fitodepurazione è un sistema di trattamento delle acque reflue basato su processi biologici e chimico-fisici legati alla presenza di piante, sulle quali proliferano microrganismi batterici che contribuiscono alla depurazione delle acque di scarico.

 

 

PROGETTO IMPIANTO DI FITODEPURAZIONE PER L’INDUSTRIA MECCANICA


La novità e unicità del progetto promosso e realizzato da Edison EESM è l’applicazione della tecnica di fitodepurazione al settore dell’industria meccanica, tipicamente caratterizzata da acque molto povere di sostanza organica.

La tecnologia scelta e individuata, a seguito di sperimentazione su impianto pilota, è stata quella a flusso sommerso verticale.

L’impianto, che permette di recuperare fino al 60 % delle acque trattate, è costituito dalle seguenti sezioni:

  • una prima vasca di sollevamento, che raccoglie le acque reflue e le pompa in maniera temporizzata per alimentare il sistema di fitodepurazione
  • una vasca di fitodepurazione che ricopre un’area di circa di 2500 m2, nella quale sono piantumate 4 essenze vegetali ovvero Phragmites Australis (cannuccia di palude), Typha Latifolia (tifa), Giuncus Maritimus (giunco) e Iris Pseudacorus (iris).

Tutte le specie piantate sono compatibili con l’ecosistema della Riserva naturale delle Barragge, all’interno della quale è posizionato l’impianto. La riserva naturale delle Baragge è un’area naturale protetta che si estende nei comuni delle provincie di Biella, Novara e Vercelli.

  • una seconda vasca di sollevamento, che rilancia l’acqua fitodepurata a un successivo e ulteriore passaggio (filtri a sabbia e clorazione).
  • un serbatoio di stoccaggio finale con rilancio a recupero, che risulta programmato per non superare il 60% delle acque trattate dalla fitodepurazione, allo scopo di evitare un eccessivo concentrarsi delle acque di stabilimento; tutto ciò che non va al recupero viene scaricato in acque superficiali.

 

Articolo a cura di Redazione