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Edison Efficienza Energetica

Al via la riforma degli oneri generali di sistema elettrico per le imprese

15 Dicembre 2017

La riforma degli oneri generali di sistema (OGS) elettrico (corrispettivi tariffari della bolletta elettrica a copertura di costi afferenti al sistema elettrico, per il 90% incentivi a produttori da fonti rinnovabili) vedrà finalmente la luce il 1 gennaio 2018 per i consumatori finali non domestici. La riforma, disposta dal Milleproroghe 2015 (DL 210/15), consente di allineare la struttura delle tariffe italiane alle linee guida comunitarie sugli aiuti di Stato.
Partendo il 1 gennaio 2018, anziché il 1 gennaio 2016 come inizialmente prospettato, dovrebbero essere inoltre evitati impatti negativi sul costo elettrico per le imprese energivore, in quanto queste contestualmente dovrebbero godere del meccanismo di agevolazioni riformato sulla base delle indicazioni della Commissione Europea (CE); l’impatto per gli altri consumatori, in particolare quelli di minori dimensioni, potrebbe essere in ogni caso significativo.

Riforma OGS elettrico per le imprese

 

Le linee guida della riforma OGS

Con il Milleproroghe il Governo ha richiesto all’Autorità per l’Energia Elettrica il Gas e il Sistema Idrico (AEEGSI), per tutti i consumatori non domestici, di adeguare la struttura degli OGS a quella delle tariffe di rete. Questo comporta che:

  • gli OGS devono assumere una struttura tariffaria trinomia (in c€/POD/anno, c€/kW/anno e c€/KWh), in cui le parti fisse e in quota potenza assumono un peso maggiore rispetto a ora, superando l’attuale struttura basata su soli corrispettivi legati al consumo e, limitatamente ad alcune componenti, corrispettivi fissi, con un peso preponderante della quota variabile;
  • devono essere eliminati gli scaglioni regressivi che finora hanno trovato applicazione per i clienti connessi in MT, AT e AAT con riferimento ai corrispettivi variabili legati ai livelli di consumo.

La nuova struttura tariffaria è già stata approvata dalla CE. Rispetto alla struttura vigente, l’eliminazione degli scaglioni si è resa necessaria in quanto la regressività rappresenta un aiuto di Stato non conforme alle linee guida comunitarie. Lo spostamento del peso sulle componenti fisse e in quota potenza, che per le tariffe di rete trova giustificazione nella natura stessa dei costi sottostanti (che dipendono fortemente dalla potenza impegnata presso i punti di prelievo e quindi dall’ampiezza della rete), trova invece meno giustificazione per gli OGS, i quali coprono costi afferenti al sistema elettrico, ma non strettamente legati al suo funzionamento (per questo più volte si è discusso di spostare tali costi sulla fiscalità generale). Tenuto conto di ciò, il Milleproroghe lascia un certo margine di manovra all’AEEGSI nel definire la ripartizione dei costi degli OGS nell’ambito della nuova struttura tariffaria trinomia.

Ricadute diverse a seconda della tipologia di consumatore finale

L’intervento di riforma determina ricadute su una molteplicità di categorie di consumatori finali e sul perseguimento di diverse politiche ambientali e industriali.
Aumentare il peso dei corrispettivi fissi (in c€/POD/anno) e in quota potenza (in c€/kW/anno), riducendo il peso dei corrispettivi variabili (in c€/kWh) determina un beneficio in presenza di investimenti in tecnologie efficienti, ma che comportano elevati consumi elettrici (quali sistemi centralizzati a pompa di calore per il riscaldamento e il raffrescamento di condomini o uffici). Al contempo, lo stesso intervento riduce i benefici che la generazione distribuita ottiene tramite la parziale esenzione dal pagamento dei corrispettivi variabili degli OGS sull’autoconsumo. L’impatto della riforma deve quindi essere valutato caso per caso, se ad esempio a una pompa di calore è associato un impianto fotovoltaico. Nel complesso, l’intervento potrebbe, almeno in una parte dei casi, ostacolare il perseguimento delle politiche per le rinnovabili e l’efficienza.
Allo stesso tempo, spostare il peso dell’onere dai corrispettivi variabili a quelli fissi e in quota potenza penalizza i consumatori con minori livelli di consumo, tra cui quindi anche gran parte delle piccole e medie imprese per le quali il Governo si era impegnato a ridurre la spesa elettrica del 10%, determinando quindi un cambiamento di rotta rispetto alla politica industriale recentemente delineata.
I grandi consumatori di elettricità connessi in MT, AT e AAT, che da un lato dovrebbero trarre vantaggio dallo spostamento degli oneri sulle componenti fisse e in quota potenza, risulterebbero infine penalizzati dall’abolizione degli scaglioni di consumo sui corrispettivi variabili, se non fossero beneficiari delle agevolazioni previste per gli energivori.

L’implementazione da parte dell’AEEGSI e l’impatto sui consumatori

La proposta dell’AEEGSI per l’implementazione della riforma (DCO 255/2016/R/eel e 552/2017/R/eel) prevede che solo gli OGS diversi da quelli a copertura degli incentivi a fonti rinnovabili e cogenerazione, che dal prossimo 1 gennaio verranno raggruppati in un unico corrispettivo denominato Arim, rispecchino pienamente la struttura trinomia delle tariffe di rete. Il corrispettivo a copertura degli incentivi a fonti rinnovabili e cogenerazione, che dal 1 gennaio sarà denominato Asos (corrispondente all’incirca all’attuale componente A3) rimarrà invece molto più sbilanciato sulla componente variabile. Il 70% del gettito di Asos dovrebbe infatti essere coperto dall’applicazione di un corrispettivo in c€/kWh, senza differenziazioni per scaglioni di consumo. Questa scelta consente di evitare stravolgimenti nel livello degli OGS pagati in bolletta dai consumatori industriali. D’altra parte, trattandosi di una componente a copertura di incentivi alla generazione da fonte rinnovabile e cogenerativa, è ragionevole assumere che chi consuma di più sia tenuto a contribuire maggiormente all’onere.
Se non si considerassero le agevolazioni agli energivori, la riforma dovrebbe favorire i consumatori allacciati in BT e MT, a svantaggio dei consumatori allacciati in AT e AAT (Figura 1), impattando di conseguenza sull’onere medio a carico delle 3 classi di consumatori (Figura 2).

Figura 1: Distribuzione degli OGS tra le diverse tipologie di consumatori non domestici

Distribuzione OGS consumatori non domestici

Figura 2: OGS medio per classi di consumatori non domestici

OGS medio consumatori non domestici

Tuttavia, l’onere degli OGS per i consumatori a partire dal 1 gennaio 2018 non dipenderà solo dal disegno della riforma sopra descritto, ma anche dalla struttura finale che assumeranno le nuove misure di agevolazione alle imprese energivore. La Legge Europea, recependo gli esiti della valutazione della CE sugli aiuti di Stato italiani in favore degli energivori, prevede infatti la pubblicazione entro 30 giorni dalla sua entrata in vigore di uno o più decreti del MISE che ridefiniscano le imprese a forte consumo di energia elettrica e le relative agevolazioni. Per capire quanto incideranno i nuovi OGS sul costo dell’energia elettrica per i consumatori non domestici da gennaio prossimo si può quindi fare riferimento alle stime dell’AEEGSI, che considerano, per varie tipologie di consumatori (Figura 3):

  • l’impatto sulla spesa (imposte incluse) della sola riforma degli OGS, assumendo che il costo delle agevolazioni per gli energivori rimanga sul livello attuale di 626 milioni di euro all’anno;
  • l’impatto sulla spesa (imposte incluse) della riforma degli OGS, assumendo (più realisticamente) che la contestuale riforma delle agevolazioni agli energivori porti il costo di tali misure dagli attuali 626 a circa 1500 milioni di euro all’anno.

Figura 3: Variazione della spesa per elettricità per diversi consumatori-tipo non domestici

Variazione spesa elettricita

Il nuovo disegno delle agevolazioni agli energivori, e la relativa portata, dovrebbe essere definito tra la fine di quest’anno o l’inizio del prossimo. Solo a quel punto l’AEEGSI potrà determinare correttamente il nuovo livello degli OGS per i clienti non domestici e il processo di riforma avviato con il Milleproroghe 2015 potrà dirsi concluso.

Articolo a cura di Ref-e per Edison Energy Services Market



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