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Edison Efficienza Energetica

Il risparmio energetico negli edifici: una potente leva per la decarbonizzazione

30 Maggio 2019

Il tema della riqualificazione energetica degli edifici gode ormai di un crescente interesse da parte dei cittadini, non solo per i risparmi – in termini strettamente economici – ottenibili grazie all’adozione di nuove tecnologie per l’efficientamento energetico, ma anche per i notevoli benefici che tali interventi comportano per l’ambiente, tema sempre più centrale per l’opinione pubblica in tempi di Climate Strikes e Fridays for Future.

La centralità della riqualificazione energetica degli edifici è stata recentemente ribadita anche nella proposta di PNIEC – Piano Nazionale Integrato Energia e Clima, l’ormai noto documento che delinea le principali strategie che verranno adottate dal nostro paese per centrare gli obiettivi di decarbonizzazione dettati a livello europeo. Il raggiungimento degli obiettivi non può infatti non passare da una riflessione sul parco immobiliare italiano, che è in effetti responsabile del 40% dei consumi di energia e contribuisce al 36% delle emissioni di gas a effetto serra; ciò è dovuto essenzialmente all’anzianità del nostro patrimonio immobiliare, con più della metà delle abitazioni costruite oltre 40 anni fa, con tecniche edilizie che, nello spirito dei tempi, non prestavano particolare attenzione al contenimento dei consumi energetici. Oggi la principale misura di sostegno per gli interventi di risparmio energetico è l’ecobonus. Si tratta di uno strumento di agevolazione fiscale che consente di accedere ad uno sconto IRPEF o IRES sulle spese sostenute per migliorare le performance energetiche della propria abitazione (casa o condominio).

Le regole ovvero le tipologie di lavori ammessi in detrazione con i relativi tetti massimi di spesa ammissibili sono stabiliti dalla scorsa Legge di Bilancio e contenuti nell’utile Guida all’ecobonus dell’Agenzia Delle Entrate.

L’importo detraibile dalle imposte può variare dal 50% al 85% della spesa in base alle caratteristiche dell’intervento ed è ripartito in 10 rate annuali di pari importo; è inoltre prevista la possibilità di cedere il credito all’impresa fornitrice (in questo caso è possibile l’ulteriore cessione a terze società) o ad altri soggetti privati. Questo strumento ha avuto un ampissimo ricorso da parte degli italiani, da sempre attenti al tema abitativo, contribuendo da un lato allo sviluppo di un intero comparto caratterizzato da una pluralità di operatori attivi nella fornitura di servizi connessi all’efficientamento energetico, dall’altro all’emersione del “sommerso”. Nel periodo 2014-2017 sono infatti stati realizzati circa un milione e mezzo di interventi (420.000 nel solo 2017) che hanno attivato 13,5 miliardi di investimenti, permettendo un risparmio di quasi 4,7 TWh/anno. Il successo senza precedenti dello strumento ed i nuovi sfidanti obiettivi di riduzione dei consumi energetici hanno spinto il legislatore a potenziare i meccanismi di supporto esistenti e a concepirne di nuovi, con l’obiettivo di semplificare e quindi diffondere le buone pratiche di risparmio energetico. Tra le principali novità, si segnala l’intervento contenuto nel recente “DL Crescita”, che introduce alcune importanti innovazioni al meccanismo dell’Ecobonus. Il Decreto stabilisce che il beneficiario delle detrazioni può usufruire – in alternativa all’agevolazione fiscale – di uno sconto sulla spesa dei lavori di pari ammontare rispetto all’agevolazione fiscale; in questo caso, la società che ha effettuato gli interventi sarà rimborsata del valore scontato al cliente, sotto forma di credito d’imposta da utilizzare esclusivamente in compensazione, in cinque quote annuali di pari importo.
Un simile meccanismo, comunque opzionale al tradizionale meccanismo della detrazione già rodato, consente dunque ai cittadini di attualizzare il beneficio, senza dover attendere i 10 anni necessari per assorbire il pieno valore delle detrazioni. D’altra parte, il fornitore si troverà ad anticipare una parte dell’investimento (lo sconto), potendo però godere su tale anticipo di un credito di imposta su un periodo peraltro ridotto (cinque anni) rispetto a quello originariamente spettante al beneficiario (dieci anni). In buona sostanza, il modello ESCo (Energy Service Company), fino ad oggi confinato ad altri tipi di investimenti, farà con ogni probabilità capolino anche in questo segmento, stimolando anche i fornitori meno strutturati a qualche innovazione sul loro tradizionale modello di business.

Riqualificazione degli edifici e risparmio energetico

Oltre alle misure di potenziamento dell’Ecobonus, recentemente è stata presentata una proposta di legge (Proposta di Legge n° 693 del 6 giugno 2018) che ha l’obiettivo di sostenere ed agevolare la riqualificazione energetica degli interi edifici, chiamata anche “riqualificazione profonda”.

Questo nuovo strumento – che introduce elementi per certi versi innovativi per il settore delle ristrutturazioni – ha l’obiettivo di superare l’attuale frammentazione degli interventi di riqualificazione energetica, spesso limitati a iniziative singole o mirate alla sostituzione di singoli componenti anche a seconda della diversa propensione all’investimento dei potenziali clienti. La proposta di legge prevede due nuove tipologie di intervento: la prima, chiamata “riqualificazione profonda energetica”, prevede una serie di interventi finalizzati al miglioramento delle performance energetiche degli edifici, senza la necessità di demolire l’immobile. La seconda, chiamata “riqualificazione profonda con rinnovo edilizio”, prevede invece la completa demolizione dell’edificio preesistente e la ricostruzione dello stesso con soluzioni di nuova concezione.

Si tratta in entrambi i casi comunque di misure di carattere “globale “, per supportare le quali la proposta di legge prevede l’introduzione di nuovi e/o l’adattamento degli attuali meccanismi di supporto. Coloro che opteranno per la prima tipologia d’intervento potranno accedere alle detrazioni fiscali – così come accade oggi per gli interventi nelle singole abitazioni – con la possibilità di cedere a terzi il credito d’imposta ottenuto, non solo al fornitore delle soluzioni (p.e. la ESCo che effettua i lavori) o privati, ma anche ad istituti di credito ed altri intermediari finanziari. Per quanto riguarda la riqualificazione profonda con rinnovo edilizio, oltre a quanto previsto per la prima tipologia, gli interventi potranno accedere anche ai certificati bianchi (calcolati sul risparmio addizionale ottenuto lungo l’intera vita utile dell’edificio – assunta pari a 20 anni); inoltre, chi sceglierà di demolire completamente l’edifico, potrà richiedere anche un rimborso fino ad un terzo delle spese sostenute. A copertura di queste nuove misure di sostegno è prevista la creazione di un apposito fondo, alimentato da un’imposta sui prodotti e i materiali di costruzione.

Se le misure sopra richiamate agiranno sulla diminuzione dei consumi, resta sullo sfondo il tema della riduzione del prezzo dell’energia consumata: su tale aspetto sono attese grosse novità per i prossimi mesi con il recepimento della Direttiva Europea sulle Comunità Energetiche, grazie a cui – tra le altre cose – si potrà ragionare sul collegare uno o più impianti fotovoltaici a tutti gli appartamenti presenti all’interno del condominio (e non solo alle utenze comuni come permesso finora). Dalla possibile implementazione di tale modello ci aspettiamo importanti e ulteriori benefici in termini di efficienza di sistema, oltre che per gli utenti in termini di risparmio sulla bolletta elettrica, in un processo che abbina la riduzione delle emissioni alla riduzione delle bollette: in fondo, un solido processo di decarbonizzazione non può che passare da qua.

Articolo a cura di Elemens per Edison Energy Services Market



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