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Edison Efficienza Energetica

Smart City: soluzioni adottate oggi nel mondo

25 Maggio 2021

 

Lo sviluppo a livello globale delle smart city è agli albori, ma tutto sembra dimostrare che il domani della città così come l’abbiamo conosciuta vada in questa direzione e non possa più prescindere dal digitale: oggi più che mai lo strumento ideale per facilitare e migliorare – anche in ottica sostenibile e di efficienza energetica – la vita dei cittadini all’interno del tessuto urbano.

Ecco sette casi virtuosi, già attivi in Europa, che grazie a un approccio olistico ai servizi pubblici o agli ambiti sociali hanno favorito lo sviluppo di città “intelligenti”, e che insieme permettono di immaginare come sarà la smart city di domani – tutto questo, senza dimenticare assunti quali la partnership tra pubblico-privato, la sostenibilità come priorità progettuale, la visione a lungo termine e l’utilizzo dei dati dei centri urbani; così come il credo “citizens-come-first”.

 

Smart City nel mondo

 

Come riporta lo Smart City Market Report 2020-2025, le soluzioni urbane “digitali” si stanno facendo largo tra il paesaggio urbano odierno, delineando l’infrastruttura della smart city, anche attraverso “piccole-grandi soluzioni” che possono trasformare il quotidiano: Praga o Manchester ad esempio utilizzano tecnologie all’avanguardia per la gestione della vita in città, come nel caso della raccolta dei rifiuti – grazie a bidoni per l’immondizia “superiori” che comunicano autonomamente ai centri di smaltimento quando sono pieni.

Ma ancora: l’illuminazione stradale dimezzabile è diventata realtà a Edimburgo e non solo; mentre i cittadini di centri come Amburgo oggi riescono a ricaricare i loro veicoli elettrici quando sono fermi ai parcheggi, dove sono già disponibili le infrastrutture di ricarica. Vediamo allora quali altre città europee stanno facendo la differenza in questo senso.

 

 

Londra e l’approccio olistico del programma Smarter London Together

Londra occupa sempre uno dei primi posti nelle classifiche globali dedicate alle smart city: la capitale del Regno Unito sta infatti seguendo una roadmap chiamata Smarter London Together, lanciata dal sindaco Sadiq Khan, che punta alla trasformazione digitale della città perseguendo alcuni macro-obiettivi, come il miglioramento della cybersecurity e delle competenze digitali in generale, o la gestione ottimizzata dei big data della città.

Il piano poi prevede più servizi a misura di cittadino, strade intelligenti e una connettività ancor più diffusa, così come una maggiore collaborazione tra le realtà attive in questo ecosistema in crescita – a cui da qualche anno fa capo pure il London Office for Data Analytics, che anche grazie alla neonata figura del Chief Digital Officer favorirà la digitalizzazione della città. L’esperienza della pandemia ha aiutato altresì la mobilità elettrica e l’utilizzo dell’intelligenza artificiale in urbanistica, mentre sul fronte della collaborazione pubblico-privato qui siamo a livelli di eccellenza, così come sull’utilizzo delle nuove tecnologie – non a caso Londra resta la patria di molte start-up innovative.

Copenaghen e il credo “citizens come first”

La capitale danese si è data un obiettivo particolarmente ambizioso: essere un centro con bilancio neutro di CO2 per il 2025. Tre i punti su cui poggia questa ambizione: ridurre il consumo di energia, aumentare quella prodotta da fonti rinnovabili, e implementare la mobilità sostenibile. Inoltre, in quella che nel 2014 è stata l’European Green Capital, gli operatori che sviluppano servizi digitali dedicati alle smart city possono inviare una richiesta all’ufficio Street Lab della città per testare la loro soluzione e contribuire agli obiettivi in essere. Il comune di Copenaghen offre poi disponibilità e assistenza per installare e connettere all’infrastruttura esistente i potenziali servizi proposti, garantendo al contempo la raccolta di feedback da parte degli stessi cittadini (così come dei professionisti del settore), attraverso funzionali piattaforme partecipative.

Vienna e il Citizen Solar Power Plant tra pubblico e privato

Il Citizen Solar Power Plant di Vienna è un programma che permette ai cittadini di acquistare un proprio pannello solare, che poi viene affittato dalla Wien Energie – la compagnia elettrica cittadina – e infine riacquistato dalla stessa. Questa iniziativa, che fa sua l’integrazione tra dimensione pubblica e privata, permette ai residenti di abbattere le spese sui consumi e al tempo stesso strizza l’occhio all’ambiente, grazie a un approccio intelligente alla sostenibilità ambientale e imprenditoriale.

Helsinki e lo sviluppo digitale a medio e lungo termine

La capitale finlandese ha puntato sullo sviluppo di digitale per la propria idea di città “intelligente”, creando un ecosistema che condivide e collabora in prima persona a questo progetto, i cui ingredienti principali sono la raccolta e l’analisi dei dati e l’adozione di soluzioni urbane hi-tech; tutti i progressi di questa iniziativa sono poi disponibili a chiunque e, soprattutto, si trovano a portata di click, grazie all’apposita piattaforma Digital Helsinki. È proprio questo approccio così votato all’innovazione tecnologica che ha permesso al centro finlandese di salire sul podio delle città più “intelligenti” del mondo, secondo lo Smart City Index – che stila questa ambita classifica tenendo conto di dati economici e tecnologici, uniti alle percezioni dei cittadini sulla qualità della vita e dei servizi offerti.

Parigi e la teoria del quarto d’ora

Uno dei modelli più interessanti per rispondere alle esigenze dei nuovi contesti urbani è quello che la sindaca di Parigi, Anne Hidalgo, ha definito “ville du quart d’heure”: secondo questo schema è più efficiente e sostenibile localizzare tutti i servizi necessari al cittadino nei singoli quartieri, rendendoli così autosufficienti e minimizzando gli spostamenti, dal momento che si può trovare tutto il necessario nell’arco di un “quarto d’ora a piedi”. La capitale francese sta andando in questa direzione, in cui per certi versi i servizi, le opportunità e la dinamicità tipici della metropoli incontrano quella “comodità” finora riscontrata (quasi) solo in provincia.

Amsterdam e la circolarità perfetta

Amsterdam, che insieme a Copenaghen è uno dei centri con più piste ciclabili al mondo, ambisce a raggiungere un’economia interna completamente circolare entro il 2050, diminuendo l’uso di nuove materie prime, adottando una politica contro gli sprechi e riducendo le emissioni di anidride carbonica in città. In questa strategia più ampia rientra anche il raggiungimento di una mobilità a emissioni zero entro il 2030, grazie alla promozione del car sharing e delle auto elettriche. Nella capitale olandese i servizi che consentono l’uso condiviso di mezzi leggeri e non inquinanti sono infatti sempre di più, così come i parcheggi dotati di postazioni di ricarica dei veicoli elettrici.

Gli open data al servizio della pianificazione territoriale: da Barcellona a Torino

Il centro spagnolo analizza dati che arrivano da edifici, strade e grandi infrastrutture, per consentire la pianificazione ottimale delle risorse e dei progetti urbani. Grazie al progetto “District of Innovation” Barcellona sfrutta le tecnologie digitali per perseguire un modello di città più sostenibile e smart: grazie a centinaia di chilometri di fibre ottiche, il Comune utilizza sensori per tenere monitorato l’inquinamento acustico e dell’aria, il traffico e la mobilità.

Successivamente i dati vengono raccolti, analizzati e gestiti nell’ambito di una pianificazione urbana che favorisca il cambio di passo a favore della smart city. È quel che fa anche Edison raccogliendo e analizzando i dati ambientali ed energetici del territorio, come ad esempio quelli identificativi delle risorse e dei consumi delle aree analizzate, piuttosto che quelli rappresentativi dei contesti cittadini ed urbanistici ( ricavabili, ad esempio, dalle certificazioni energetiche degli edifici e dai certificati degli impianti termici) Questo approccio, tra le altre cose, permette di simulare possibili scenari di intervento-urbanistico, e calcolare così l’impatto territoriale delle scelte di carattere tecnologico, finanziario e progettuale.

Edison ha sviluppato innovativi tool di pianificazione territoriale, come City Platform – applicata al Centro Storico di Torino all’interno di uno studio realizzato in collaborazione con il Politecnico di Torino: si tratta di una soluzione che permette di creare un gemello digitale 3D delle città per supportare così i processi decisionali di rigenerazione e riprogettazione urbana.

Questo, come tutti gli altri progetti citati, si inquadra in un concetto di smart city intesa come comunità in grado di mettere a fattor comune, attraverso il digitale tutto quello che serve per migliorare la qualità della vita dei cittadini e rendere più sostenibile la crescita dei centri urbani di oggi e di domani.

 

Articolo a cura di DataTalk per Edison Servizi Energetici e Ambientali